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ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE |
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Mappa del lessico politico (12 luglio 2010)
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Noi, gli altri e la crisi (14 giugno 2010)
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Gli italiani e il lavoro (23 dicembre 2009)
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FOCUS: L'informazione in rete (29 ottobre 2009)
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OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE - LA PAURA E LE PAURE
Osservatorio nazionale a cadenza trimestrale in collaborazione con Coop Adriatica. Senso civico, altruismo, solidarietà e altri comportamenti riconducibili al concetto di "capitale sociale". |
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L'INSICUREZZA DELL'UOMO BLINDATO [di Ilvo Diamanti]
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TRUFFE, RAPINE E CATACLISMI SOLO IL TERRORISMO FA MENO PAURA [di Luigi Ceccarini]
L'insicurezza, si sa, accompagna il nostro tempo. Da un lato le paure legate alla microcriminalità; il furto in casa, la truffa al bancomat, lo scippo. Dall'altro i grandi rischi; le guerre, l'insicurezza alimentare e quella sociale, legata all'incognita lavoro e pensioni. La prima situazione genera paure quotidiane. La seconda alimenta un sentimento di incertezza nella prospettiva di vita. E i cittadini appaiono disorientati, anche nel tracciare le soluzioni possibili. È quanto emerge dalla 8° indagine dell'Osservatorio sul capitale sociale curata da Demos per Coop, che ha voluto mappare le inquietudini degli italiani. La criminalità in Italia viene considerata un fenomeno <<molto>> preoccupante dal 45% dei cittadini. Nella zona di residenza la situazione viene giudicata decisamente meno grave (19%). La componente che ritiene il fenomeno peggiorato nel corso degli ultimi anni è molto più ampia: sia in riferimento al livello nazionale (80%), che al contesto locale (34%). Gli italiani vivono paure diverse: la metà circa teme un furto in casa, una truffa usando il bancomat o la carta di credito. Diffusa è anche la paura di cadere vittima di uno scippo o del furto dell'auto (circa 45%). Minore, invece, è quella di restare coinvolti in un atto terroristico (33%). Più del terrorismo preoccupano le minacce legate alla dimensione locale e personale. Generano un forte senso di vulnerabilità anche questioni di ordine più generale. L'Osservatorio Demos-Coop rileva infatti la preoccupazione per la distruzione dell'ambiente (88%) o per lo scoppio di nuove guerre (80%). Per la sicurezza alimentare, per il rischio ricorrente di epidemie: oggi quella dei polli, ieri la mucca pazza. Mettono ansia i processi di globalizzazione, e i risvolti che possono avere sul piano della sicurezza del lavoro o economica, come la disoccupazione oppure il timore di non avere la pensione (67%). |
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Sulla base di queste paure abbiamo individuato quattro diversi gruppi di italiani: gli spaventati (9%), sono coloro che più accusano l'inquietudine. Il profilo evidenzia la maggiore presenza di donne, anziani, soggetti a bassa scolarizzazione, che vivono nelle città più grandi, nel Sud. I preoccupati: sono il 33% della popolazione. Mostrano un profilo simile al precedente, ma vivono in città di media dimensione, e sono meno anziani. Gli inquieti (38%): uomini, giovani o di età medio-alta, con un titolo di studio elevato, vivono nel Nord e in piccole città. Il 20% dei cittadini sembra invece essere meno coinvolto da queste paure: li definiamo sereni. Si caratterizzano in particolare per essere più giovani (e spensierati). |
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Ma come reagiscono gli italiani alle loro paure quotidiane? Adottando strategie di protezione. Il 55% afferma di avere installato, o pensa di farlo, una porta blindata. Il 47% un sistema di allarme. Una minoranza pensa ad armi o strumenti di difesa da tenere a casa (16%) o da portare con sé (9%). L'81% degli italiani si dice favorevole ad aumentare la videosorveglianza nei luoghi pubblici, il 38% al monitoraggio delle transazioni bancarie, il 26% alle intercettazioni, in una logica di scambio tra privacy e sicurezza. Ma le soluzioni alla criminalità non sono solo di natura securitaria e improntate all'ordine pubblico. Infatti lo sgombro senza mediazioni di baraccopoli di clandestini è sostenuto da una minoranza (18%). Viene invece ribadito il ruolo dell'educazione dei giovani ai valori della convivenza e del rispetto (46%). O la rimozione delle cause sociali della criminalità; povertà, disagio, emarginazione (36%). L'inquietudine degli italiani si lega a due aspetti molto importanti. Da un lato la prospettiva personale: il sentimento di incertezza verso il futuro segna il 34% dei sereni e il 64% degli spaventati, che nutrono, peraltro, anche una minore fiducia negli <<altri>>. Dall'altro lato il contesto di vita degli uomini spaventati, dove è più bassa la disponibilità di risorse di capitale sociale: vi sono aree degradate o scarsamente illuminate. È più limitata la presenza dell'associazionismo, delle relazioni di vicinato, la possibilità di incontrare gli altri in luoghi all'aperto, come giardini o piazze. |
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NOTA METODOLOGICA
L'Osservatorio sul capitale sociale è diretto da Ilvo Diamanti e realizzato da Demos & Pi in collaborazione con Coop (Ass. Naz.le cooperative di consumatori). L'indagine è curata da Ilvo Diamanti, Luigi Ceccarini e Fabio Bordignon con la collaborazione di Ludovico Gardani per la parte metodologica (LaPolis, Univ. di Urbino) e Filippo Nani (Medialab, Vicenza) per quella organizzativa. Monia Bordignon ha partecipato all'impostazione dell'indagine e all'analisi dei risultati. Il sondaggio è condotto dalla società Demetra di Venezia (sistema CATI, supervisione Andrea Suisani) nel periodo 14-18 novembre 2005. I dati sono stati successivamente trattati e rielaborati in forma del tutto anonima. Il campione intervistato (N=1219) è rappresentativo della popolazione italiana con oltre 15 anni per genere, età, titolo di studio e zona geopolitica di residenza. Indagine apparsa su La Repubblica, 27 novembre 2005. Il documento completo su www.agcom.it. |
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