|
|
|
ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE |
|
|
 |
Mappa del lessico politico (12 luglio 2010)
|
|
|
 |
Noi, gli altri e la crisi (14 giugno 2010)
|
|
|
 |
Gli italiani e il lavoro (23 dicembre 2009)
|
|
|
 |
FOCUS: L'informazione in rete (29 ottobre 2009)
|
|
|
|
 |
|
OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE - FRA CONSUMI E RISPARMIO
Osservatorio nazionale a cadenza trimestrale in collaborazione con Coop Adriatica. Senso civico, altruismo, solidarietà e altri comportamenti riconducibili al concetto di "capitale sociale". |
|
|
|
|
|
|
|
LA GENERAZIONE DEI "CONSUMATI" [di Ilvo Diamanti]
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
CONSUMI, IL 25% DOVRÀ TAGLIARE [di Luigi Ceccarini]
È una Italia consumata, logorata nello spirito e preoccupata dal persistere di una situazione difficile sul piano economico, che si riflette sui consumi delle famiglie e sulla capacità di risparmio. Ma si riflette anche sulle valutazioni che gli italiani danno delle proprie condizioni di vita e sulle prospettive per il futuro dei figli. Questo, in sintesi, emerge dalla 7° indagine dell'Osservatorio sul Capitale sociale degli Italiani - curato da Demos per Coop - che si è concentrata sul tema dei consumi come aspetto rilevante della socialità. Gli italiani che sostengono di aver consumato meno negli ultimi due anni sono quasi la metà (45%) e coloro che pensano di ridurre anche nei prossimi sei mesi i consumi sono uno su quattro (26%). |
|
|
|
 |
|
|
|
Questo si accompagna a cambiamenti sensibili avvenuti nello stile di consumo. Sempre rispetto a due anni fa, infatti, componenti ampie della popolazione dicono di aver acquistato "di più" prodotti in "offerta speciale" (59%), beni non di marca (30%). Oppure, la ricerca del risparmio avviene all'interno degli hard discount (29%). Agli occhi dei cittadini le prospettive non sono confortanti. L'indice "ECON", che l'Osservatorio Demos-Coop calcola dal 2003, mette in evidenza un ulteriore calo di fiducia nel futuro dell'economia. Gli ottimisti erano a quota 21% nel luglio 2003, poi il dato si è stabilizzato intorno al 12% per scendere al 9% di oggi. Il valore più basso da due anni a questa parte. |
|
|
|
 |
|
|
|
La metà degli italiani è preoccupata per il futuro dell'economia nazionale. Meno per quella personale o famigliare, dove, in sei-sette casi su dieci, la vedono stazionaria. Stabile, ma in uno scenario difficile, che significa non scorgere, almeno per ora, un miglioramento all'orizzonte. Neanche il ritorno alla lira convince gli italiani: sono contrari tre su quattro. Contro l'euro sono i cittadini che più vedono il futuro incerto e carico di rischi. Le strategie individuali e quotidiane, per far fronte a questa situazione, sono diverse. C'è chi si appoggia alla rete famigliare, se può, chi al micro-credito bancario, chi smette di risparmiare, chi cambia stile di consumo, o forse un po' di tutto questo assieme. Allora abbiamo costruito, sintetizzando, tre grandi categorie di italiani rispetto ai consumi: a) i consumisti: coloro che hanno incrementato o pensano di aumentare i consumi: sono il 21%. Rispetto alla media sono più presenti tra gli uomini, hanno un titolo di studio medio, vivono nei piccoli centri, sono studenti. Ciò che colpisce infatti è che si tratta anzitutto di giovani. Soprattutto giovanissimi: sono consumisti la metà (51%) di chi ha tra 15 e 17 anni, il 45% se li consideriamo fino ai 25 anni; b) gli equilibristi (30%) sono riusciti a non modificare il comportamento di consumo (e pensano di non farlo nel breve termine). Riflettono la media sociale; c) infine, il gruppo più ampio (49%) è quello dei "consumati". Cioè chi ha ridotto, o prevede di contrarre, il livello delle spese, e vive con maggiore difficoltà la fase attuale. Considerando chi ha superato i 65 anni - i pensionati, le casalinghe - in sei casi su dieci si colloca nella categoria dei "consumati". Tuttavia il modo di rapportarsi ai consumi va oltre la dimensione strettamente economica e la scelta di acquisto. Investe anche la prospettiva con cui si guarda al mondo e alle altre "cose" importanti della vita. Così scopriamo che i "consumati" sono meno soddisfatti della loro esistenza, nutrono forti preoccupazioni rispetto alla sicurezza economica per il futuro: vorrebbero risparmiare, per avere certezze, ma non ci riescono. Nonostante l'attenzione alle offerte, agli sconti (67%) e gli acquisti all'hard discount (36%). Questo senso di frustrazione si riverbera sulla preoccupazione per il futuro dei giovani (e dei loro figli). |
|
|
|
 |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
NOTA METODOLOGICA
L'Osservatorio sul capitale sociale è diretto da Ilvo Diamanti e realizzato da Demos & Pi in collaborazione con Coop (Ass. Naz.le cooperative di consumatori). L'indagine è curata da Ilvo Diamanti, Luigi Ceccarini e Fabio Bordignon con la collaborazione di Ludovico Gardani per la parte metodologica (LaPolis, Univ. di Urbino) e Filippo Nani (Medialab, Vicenza) per quella organizzativa. Monia Bordignon ha partecipato all'elaborazione dei dati. La ricerca si basa su un sondaggio telefonico svolto nel periodo 31 maggio-9 giugno 2005 dalla società Demetra di Venezia, mediante il sistema CATI, i cui dati sono stati successivamente trattati e rielaborati in forma del tutto anonima. Andrea Suisani ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Il campione intervistato (N=1217) è rappresentativo della popolazione italiana con oltre 15 anni per genere, età, titolo di studio e zona geopolitica di residenza. Indagine apparsa su La Repubblica, 26 giugno 2005. Il documento completo su www.agcom.it. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|