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ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE |
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Mappa del lessico politico (12 luglio 2010)
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Noi, gli altri e la crisi (14 giugno 2010)
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Gli italiani e il lavoro (23 dicembre 2009)
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FOCUS: L'informazione in rete (29 ottobre 2009)
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OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE - I SERVIZI DELLO STATO E DEL MERCATO
Osservatorio nazionale a cadenza trimestrale in collaborazione con Coop Adriatica. Senso civico, altruismo, solidarietà e altri comportamenti riconducibili al concetto di "capitale sociale". |
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UN RAGIONEVOLE DESIDERIO DI STATO [di Ilvo Diamanti]
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SCUOLE, PENSIONI, SANITÀ: AGLI ITALIANI PIACE IL PUBBLICO [di Luigi Ceccarini]
C'è una forte domanda di pubblico nella società italiana. Sebbene i servizi dello stato incontrino valutazioni critiche rispetto a quelli gestiti dai privati. Gli italiani attribuiscono all'intervento pubblico un ruolo fondamentale nell'ambito del welfare. Questo giudizio si estende perfino al servizio televisivo. Sull'alternativa meno tasse o più servizi gli italiani si dividono. E la recente riduzione delle imposte, quando effettivamente percepita, viene ritenuta perlopiù ininfluente rispetto al reddito. Questo, in sintesi, emerge dalla 6° indagine dell'Osservatorio sul Capitale sociale degli italiani - curata da Demos per COOP - che si è concentrata sul tema dei servizi come aspetto rilevante dell'integrazione sociale e politica. Il clima sociale generale resta pessimista, ma non più del passato. Nel suo complesso si è stabilizzato; i cittadini sembrano adattarsi alle difficoltà congiunturali. La metà, 49%, continua a vedere il futuro incerto e carico di rischi. È una prospettiva che mal si concilia con progetti personali e familiari di lungo periodo. Inoltre, coloro che un anno fa definivano la classe sociale della propria famiglia media o alta erano il 68%, oggi sono il 5-6% in meno. Si tratta di italiani che nel corso di questo periodo ritengono di essere scivolati in basso nella scala sociale. In questa cornice le istituzioni pubbliche con i loro servizi si configurano come un importante fattore di integrazione. Sul piano della soddisfazione le scuole pubbliche superano le corrispettive private (scuole per l'infanzia e asili nido 61% vs. 57%; le restanti scuole 52% vs. 45%). E le poste raccolgono il gradimento di oltre la metà degli italiani (55%). La sanità pubblica, invece, suscita un grado di soddisfazione sensibilmente più basso rispetto alle strutture private (35% vs. 58%). Limitato appare anche il gradimento dei trasporti urbani (35%) e in particolare quello delle ferrovie (23%). Secondo il 28% dei cittadini i servizi dello stato sono peggiorati nel corso degli ultimi anni. E il personale delle pubbliche amministrazioni viene giudicato meno disponibile e competente rispetto a quello del settore privato. |
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Nonostante questo l'indagine Demos-Coop rileva che gli italiani auspicano la gestione pubblica delle principali istituzioni del welfare: scuola (77%), sanità (69%), pensioni (64%). Il mercato, in questi ambiti, viene guardato con una certa diffidenza. Un sentimento che coinvolge anche la televisione, dove il 54% degli italiani ritiene più opportuna la gestione da parte dello stato. La domanda di pubblico presenta un profilo sociale netto: è espressa da persone con più di 45 anni, lavoratori del pubblico impiego, pensionati, elettori dello schieramento di centro-sinistra. Questo orientamento si collega probabilmente alle incertezze e alle difficoltà che continuano a caratterizzare la capacità di consumo e di risparmio degli italiani. Un trade-off importante sta nel nesso tasse e servizi. Cosa deve fare lo stato? Mirare alla riduzione delle imposte oppure al potenziamento dei servizi? L'opinione degli italiani si divide in due. Su 100 cittadini 46 vedono nel calo delle tasse una priorità (ma di questi solo 10 sarebbero disposti a pagare il costo di una limitazione dei servizi). Mentre i restanti 54 riconoscono nel potenziamento dei servizi un obiettivo da perseguire (di questi, 24 si dicono disposti anche a fronteggiare l'incremento del prelievo fiscale). L'aumento del reddito grazie alla recente riduzione delle tasse - nella pensione o nella busta paga di gennaio - è stato riscontrato dal 14% dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Di questa minoranza poco più di uno su dieci (14%) ha trovato tale aumento più alto di quanto si aspettava. La metà uguale alle attese, e uno su tre più basso. E circa il 2% ritiene tale incremento "molto" influente rispetto al proprio reddito. |
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NOTA METODOLOGICA
L'Osservatorio sul capitale sociale è diretto da Ilvo Diamanti e realizzato da Demos & Pi in collaborazione con Coop (Ass. Naz.le cooperative di consumatori). L'indagine è curata da Ilvo Diamanti, Luigi Ceccarini e Fabio Bordignon con la collaborazione di Ludovico Gardani per la parte metodologica (LaPolis, Univ. di Urbino) e Filippo Nani (Medialab, Vicenza) per quella organizzativa. Monia Bordignon ha partecipato all'elaborazione dei dati. La ricerca si basa su un sondaggio telefonico svolto nel periodo 14-18 febbraio 2005 dalla società Demetra di Venezia, mediante il sistema CATI, i cui dati sono stati successivamente trattati e rielaborati in forma del tutto anonima. Andrea Suisani ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Il campione intervistato (N=1588) è rappresentativo della popolazione italiana con oltre 15 anni per genere, età, titolo di studio e zona geopolitica di residenza. Indagine apparsa su La Repubblica, 27 febbraio 2005. Il documento completo su www.agcom.it. |
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