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OSSERVATORIO CAPITALE SOCIALE - VIZI E VIRTŮ DEGLI ITALIANI

Osservatorio nazionale a cadenza trimestrale in collaborazione con Coop (Ass. Naz.le cooperative di consumatori). Senso civico, altruismo, solidarietà e altri comportamenti riconducibili al concetto di "capitale sociale".
UNA NAZIONE ALLO SPECCHIO
[di Ilvo Diamanti]

FAMIGLIA E IMPEGNO SOCIALE, L'ISOLA FELICE DEGLI ITALIANI
[di Luigi Ceccarini]

I risultati che emergono da questa prima indagine dell'osservatorio sul capitale sociale forniscono un profilo degli italiani in parte noto, ma anche alcuni aspetti inattesi.
Gli italiani dimostrano, anzitutto, un alto grado di soddisfazione in alcuni ambiti della sfera privata (la famiglia, gli amici, la casa), mentre è basso in altri, come la sicurezza economica, il lavoro, il tempo libero e (aspetto significativo) le pensioni. Per contro, denunciano un basso grado di soddisfazione pubblica, determinato, fra l'altro, dalla negativa considerazione che esprimono verso la politica, il funzionamento delle istituzioni e della democrazia, ma anche dal giudizio avverso nei confronti dei servizi pubblici. Dunque: soddisfazione privata e delusione pubblica. Il che non impedisce agli italiani di guardare in modo ostile alla prospettiva della privatizzazione dei servizi, verso cui manifestano convinta adesione solo il 10% dei cittadini.
Appare inoltre interessante il dato che mostra gli italiani inseriti in una fitta rete di relazioni parentali, amicali, di vicinato, che garantiscono sostegno personale, rassicurazione, servizi. Il 34% dei cittadini esprime un'elevata adesione ad iniziative di altruismo come le donazioni, il 28% dimostra un elevato impegno di volontariato, sui temi della città e del territorio; il 21% dichiara un buon livello di partecipazione a manifestazioni politiche, di partito o di protesta. I tassi di mobilitazione si confermano in crescita rispetto a un anno fa che pure erano in aumento. Il che significa che la tendenza alla critica e alla partecipazione in Italia prosegue. Infine, quanto alla fiducia nelle istituzioni, si conferma il distacco profondo degli italiani rispetto ai riferimenti nazionali, che, peraltro, suscitano fratture e divisioni. Il solo Presidente della Repubblica ottiene un consenso elevato e trasversale, mentre nei confronti della Pubblica Amministrazione la sfiducia è generalizzata. I magistrati, invece, determinano orientamenti contrapposti, fra destra e sinistra. Va sottolineato che il governo è l'organismo che gode di minor credito (intorno al 25%). Maggiore, invece, è la fiducia nei confronti delle istituzioni locali, anche se coinvolge una quota comunque limitata di cittadini. Nell'insieme, emerge l'immagine di una società che dispone di risorse di solidarietà, partecipazione e integrazione molto elevate. Tuttavia non si traducono in legame con le istituzioni e con la politica. Il capitale sociale non genera fiducia pubblica. Forse perché il pubblico e la politica non generano fiducia nei cittadini.
Appare interessante tentare una classificazione degli italiani rispetto al capitale sociale. A questo fine si è realizzata una procedura statistica che costruisce dei gruppi omogenei di cittadini (cluster analysis). Ne emergono quattro:
a) gli impegnati (24%) si distinguono per essere giovani e istruiti, per gli alti livelli di partecipazione sociale e politica, tolleranti e solidali, ma anche per un basso livello di orientamento al mercato nei servizi sociali e una bassa fiducia nelle istituzioni, locali e nazionali. Il consenso politico si indirizza verso i partiti dell'Ulivo.
b) i civici (33,5%) sommano agli orientamenti degli impegnati una elevata fiducia nelle istituzioni pubbliche. Politicamente appaiono trasversali.
c) i cittadini soli (27,1%), sono principalmente persone anziane o con bassa scolarità, mancano anzitutto di una rete di relazioni interpersonali su cui contare. Mostrano tuttavia un elevato indice di civismo e fanno donazioni. Sotto il profilo elettorale alimentano il fenomeno astensionismo.
d) gli amorali (15,4%), hanno un basso grado di senso civico e degli altri indicatori di capitale sociale. Dal punto di vista elettorale appaiono più vicini ai partiti del centrodestra.
NOTA METODOLOGICA

L'Osservatorio sul capitale sociale è diretto da Ilvo Diamanti e realizzato da Demos & Pi in collaborazione con Coop (Ass. Naz.le cooperative di consumatori). L'indagine è curata da Ilvo Diamanti, Luigi Ceccarini e Fabio Bordignon con la collaborazione di Ludovico Gardani per la parte metodologica (LaPolis, Univ. di Urbino) e Filippo Nani (Medialab, Vicenza) per quella organizzativa.
La ricerca si basa su un sondaggio telefonico svolto nel periodo 25 giugno-3 luglio 2003 dalla società Demetra di Venezia, mediante il sistema CATI, i cui dati sono stati successivamente trattati e rielaborati in forma del tutto anonima. Andrea Suisani ha svolto la supervisione dell'indagine CATI.
Il campione intervistato (N=1400) è rappresentativo della popolazione italiana con oltre 15 anni per genere, età, titolo di studio e zona geopolitica di residenza.
Indagine apparsa su La Repubblica, 13 luglio 2003.
Il documento completo su www.agcom.it.
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