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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E LA LEGGE ELETTORALE PER LE ELEZIONI EUROPEE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
ALLE URNE PER L’EUROPA, MA CON LE PREFERENZE
[di Fabio Bordignon]

No alle liste bloccate, sì alle preferenze: tre, come prevede l’attuale legge; oppure una soltanto. E’ un orientamento netto, quello espresso dalla popolazione del Nord Est in merito alla riforma della legge elettorale in vista delle prossime consultazioni europee. I cittadini residenti in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Trento si oppongono, in modo fermo, alla possibile abolizione del voto di preferenza. A rivelarlo sono i dati dell’Osservatorio sul Nord Est, raccolti da Demos per Il Gazzettino, intervistando un campione di mille persone.
Sono essenzialmente due i nodi attorno a cui si è sviluppata, negli ultimi mesi, la discussione sulla legge elettorale per le Europee: il ricorso al voto di preferenza (già previsto dall’attuale legge); la possibile introduzione di una soglia di sbarramento. Sul secondo punto, lo scontro si è acceso soprattutto negli ultimi giorni, quando la convergenza fra Pd e PdL verso una soglia del 4% ha scatenato le vivaci proteste delle formazioni più piccole, in particolare di quelle attualmente escluse dal Parlamento (i partiti della sinistra radicale, la Destra di Storace). Sembra ormai essere tramontato, invece, il possibile “taglio” delle preferenze, ventilato, qualche tempo fa, sulla scia delle norme elettorali che attualmente regolano le consultazioni politiche. Se ciò è avvenuto - e se questo orientamento verrà mantenuto nell’iter legislativo che prende avvio oggi in Parlamento - è anche perché l’atteggiamento dell’opinione pubblica italiana, in materia, non sembra lasciare spazio a dubbi. E le posizioni dei cittadini, nell’area del Nord Est, sembrano ribadire questo orientamento generale.
I risultati proposti dall’Osservatorio mostrano come solo una piccola frazione, nella popolazione nordestina, sia favorevole all’utilizzo di liste bloccate: si tratta di appena il 6%, fra gli intervistati da Demos. Va precisato che il tema trattato dal sondaggio è di natura “tecnica”, ostico per il cittadino comune: più di una persona si cinque, del resto, preferisce non esprimersi (o non è in grado di farlo). Tra chi ha un’opinione in proposito, tuttavia, l’opzione favorevole alle preferenze è in larga misura la più gradita. In due diverse “versioni”. La più gettonata riguarda la conservazione dell’attuale “formula” elettorale. La scheda con tre indicazioni, infatti, mette d’accordo oltre quattro intervistati su dieci (43%). Il dato si rafforza nei settori giovani e più istruiti, che sono però, allo stesso tempo, quelli più informati, maggiormente in grado di formulare un giudizio. Guardando ai diversi elettorati, sono soprattutto le forze di opposizione al governo a “spingere” in questa direzione: in particolare, il dato supera la soglia della maggioranza assoluta tra gli elettori del Pd (57%) e dell’Udc (55%), e si attesta attorno al 50% tra i sostenitori della Lista Di Pietro. Gli elettori dell’attuale alleanza governativa (PdL e Lega) appaiono maggiormente divisi tra la conservazione dell’attuale legge e la riduzione delle preferenze da tre a una. Quest’ultima opzione, nel complesso del campione interpellato, mette d’accordo circa il 30% del totale.

NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 26 e il 28 gennaio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1021 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it

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