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OSSERVATORIO SUL NORD EST - LA CRISI ECONOMICA TRA I CITTADINI DEL NORD EST

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
ECCO COME IL NORD EST SOPRAVVIVE ALLA CRISI
[di Fabio Bordignon]

La crisi c'è. E si vede. I cittadini del Nord Est ne colgono i diversi segni, piccoli e grandi: guardandosi intorno, anche dentro le proprie mura domestiche. Alcuni di questi sono stati catalogati e "misurati" dal sondaggio periodico dell'Osservatorio sul Nord Est. Dal ricorso, sempre più diffuso, a strategie di risparmio (magari preventivo) fino a vere e proprie rinunce: è lunga la lista degli indizi proposti dall'indagine realizzata da Demos per Il Gazzettino.
Non è grande la distanza tra il Nord Est e l'Italia: almeno a giudicare dalla percezione dei cittadini, i sintomi della crisi sono "visibili", più o meno con la stessa intensità, nell'area nord-orientale come nel complesso della penisola. I dati rilevati nel Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e in provincia di Trento sono (nella media) leggermente più bassi, rispetto a quelli registrati poche settimane prima a livello italiano, ma gli scarti non sono significativi. La crisi sembra incidere, con diverse modalità, un po' in tutte le diverse classi sociali, mentre, dal punto di vista dell'età, gli elementi di maggiore "disagio" tendono ad insistere soprattutto sulle classi medio basse: quelle dei "giovani adulti".
I "tagli" apportati dai rispondenti (e dalle loro famiglie) riguardano anzitutto le spese legate al tempo libero: il 46% delle persone intervistate afferma di avere ridotto, nel corso dell'ultimo anno, le uscite con amici o parenti. Quasi una persona su tre ha visto ridursi la quota di denaro dedicata agli hobby e al tempo libero. La punte più elevate, su entrambi gli indicatori, si registrano fra i 25 e i 44 anni, dove la crisi ha indotto oltre la metà dei rispondenti a studiare strategie di riduzione della spesa come quelle appena menzionate. Del resto, si tratta, con ogni probabilità, delle fasce dove i livelli di partenza erano più elevati: dove il senso di deprivazione, per quanto riguarda questo tipo di attività, rischia di farsi sentire con maggiore forza.
Per converso, sui più giovani - coloro che hanno meno di 25 anni - la crisi sembra avere un impatto più morbido. Forse perché, rispetto alle classi limitrofe, vivono ancora con i genitori e sentono minore pressione nella gestione del budget domestico. Del resto, è a partire dai 25 anni, con una concentrazione soprattutto fra i 35 e i 44, che si rilevano le maggiori rinunce per quanto concerne i "grandi acquisti" (quelli che in genere si associano alla formazione o alla gestione del nucleo familiare): rinunce per quanto attiene all'acquisto dell'auto, della casa, dei mobili e degli elettrodomestici. Complessivamente, circa il 38% del campione interpellato da Demos è stato costretto ad un sacrificio di questa natura.
Ma il momento di difficoltà economica influisce, in modo visibile, anche sulle spese di tutti i giorni. Producendo, in alcuni casi, comportamenti virtuosi sotto il profilo dell'etica ambientale. Il 41% delle persone intervistate, ad esempio, dichiara di avere adottato soluzioni per il risparmio energetico: per quanto riguarda il consumo di elettricità, il riscaldamento e il carburante. Negli ultimi dodici mesi è inoltre aumentato, in base ai risultati del sondaggio, il ricorso ai saldi e ai prodotti in offerta: il 36% delle persone, nell'area nordorientale, dichiara di seguire con maggiore attenzione, rispetto al passato, le diverse possibilità di ottenere prodotti scontati.

NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 26 e il 28 gennaio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1021 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it

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