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OSSERVATORIO SUL NORD EST - LA FIDUCIA NEL PAPA JOSEPH RATZINGER E L’IMPORTANZA DELL’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
SEI SU DIECI APPROVANO LA FERMEZZA DI RATZINGER
[di Fabio Bordignon]

È calata la fiducia nel Papa, nelle regioni del Nord Est. Rimane elevata, maggioritaria: ma è calata, ancora. Il 61% delle persone intervistate da Demos per Il Gazzettino afferma di avere molta o abbastanza fiducia in Benedetto XVI, con una flessione di circa sette punti rispetto ad un anno fa e di quasi dodici rispetto alla fase immediatamente successiva alla sua elezione al soglio pontificio.
La rilevazione precede le controverse dichiarazioni di Papa Ratzinger, durante la visita in Africa, sull'uso del preservativo quale forma di prevenzione contro l'Aids. Dichiarazioni che, come ha rilevato un sondaggio nazionale condotto da Demos, incontrano l'opposizione di una fetta consistente della popolazione italiana, e degli stessi cattolici praticanti. L'andamento della fiducia nel Papa può essere comunque ricollegato alle posizioni assunte, ripetutamente, dal Vaticano sulle materie etiche: dalla fecondazione assistita alle coppie di fatto, dall'aborto all'eutanasia. Temi attorno ai quali l'atteggiamento "relativo", ampiamente maggioritario nella popolazione, cozza con la via della fermezza imboccata dal vescovo di Roma. Del resto, anche i dati pubblicati oggi su questa pagina confermano l'esistenza di un approccio ormai fortemente radicato, circa l'insegnamento della Chiesa. Tale insegnamento viene considerato "utile", ma ogni individuo, allo stesso tempo, libero di regolarsi liberamente, "secondo coscienza", di piegare ai propri convincimenti le regole indicate dalla gerarchia ecclesiale. La pensa in questo modo il 57% delle persone residenti nel Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e in provincia di Trento, cui si aggiunge un altro 20% che manifesta una posizione di ancora maggiore indipendenza e lontananza dalle prescrizioni del Vaticano: il 6% si dice "indifferente", il 14% le definisce "improprie" e il 2% le giudica del tutto negativamente. A considerarle "molto importanti, da seguire" è la rimanete porzione della società nordestina: poco più di una persona su cinque.
Basterebbe questo dato, da solo, ad offrire una spiegazione piuttosto esplicita circa l'evoluzione della fiducia in Joseph Ratzinger dall'inizio del suo pontificato ad oggi. Il livello di partenza era molto elevato, anche se lontano da quello accordato al suo predecessore: Giovanni Paolo II, all'inizio del 2000, poteva contare sull'apprezzamento dell'82% delle persone. Il gap tra i due successori di Pietro, tuttavia, si è progressivamente allargato negli anni successivi. La fiducia nel Papa, dal 2005 al 2009, è scesa dal 73 al 61%: una quota ancora ampiamente maggioritaria, ma di oltre venti punti inferiore rispetto a quella di Karol Wojtyla.
Il dato rimane comunque elevato, sebbene in alcune categorie sociali si abbassi sensibilmente. Oltre che tra i non praticanti (23%), scende sotto la soglia della maggioranza assoluta nella fascia dei più giovani: 48% nella fascia compresa tra i 15 e i 24 anni. Dal punto di vista politico, gli elettori della coalizione berlusconiana si posizionano appena sopra la media, mentre gli elettori del Pd risultano spaccati quasi esattamente a metà (48%).

NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 26 e il 28 gennaio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1021 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it

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