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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E LA PROSTITUZIONE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
PROSTITUZIONE: NO ALLE MULTE, SI' ALLE «CASE CHIUSE»
[di Fabio Bordignon]

I cittadini del Nord Est dicono "no" alle multe alle prostitute, ma la popolazione si presenta divisa sul tema. L'orientamento ampiamente prevalente punta il dito anzitutto sui protettori e, in seconda battuta, sui clienti, sebbene su questo punto le posizioni di uomini e donne siano divergenti. Solo una minoranza, per contro, invoca sanzioni contro le operatrici del sesso. Si conferma, inoltre, il grande favore verso la riapertura delle case di tolleranza. Sono i principali risultati che emergono da una indagine dell'Osservatorio sul Nord Est, che concentra la propria attenzione sul tema della prostituzione.
Il disegno di legge proposto dal ministro Carfagna lo prevede, e qualche sindaco, in particolare il primo cittadino di Roma Alemanno, ha già provveduto in questo senso: stop alla prostituzione di strada, anche attraverso l'introduzione di multe alle stesse prostitute. Provvedimenti che, qualche mese fa, hanno scatenato le proteste delle sex workers e dei loro comitati, scesi in piazza per manifestare la propria disapprovazione. Più diffuse (e di più vecchia data) sono, invece, le ordinanze volte a colpire i clienti, già operative in alcune tra le maggiori città del Nord Est. Con una distribuzione bipartisan: si pensi a Verona, amministrata dal centro-destra, e a Padova, guidata da una giunta di centro-sinistra.
I cittadini del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento, interrogati sul tema, esprimono un orientamento articolato, che segna una distinzione tra le operatrici del sesso e i loro clienti. La possibilità di sanzionare le prostitute divide gli intervistati. I no tendono a prevalere, con il 51%, ma i favorevoli formano un fronte piuttosto ampio: è il 41% a dirsi d'accordo con le ordinanze. Maggiore favore incontrano, invece, misure indirizzate a "punire" i clienti: complessivamente, è circa il 57% a spingere verso questa soluzione. Si tratta, peraltro, del punto che tende a dividere maggiormente le persone interpellate anche dal punto di vista dei diversi segmenti sociali considerati. A divergere sono innanzitutto le opinioni di uomini e donne: tra i primi, il numero di favorevoli si ferma al 41%, mentre diventa ampiamente maggioritario nel sottocampione femminile, dove raggiunge addirittura il 72%. Grande variabilità emerge anche in relazione alla variabile religiosa: se tra i cattolici praticanti assidui il 64% vorrebbe una regolamentazione severa nei confronti dei clienti, tale orientamento riguarda il 45% dei non praticanti. A mettere tutti d'accordo, invece, è la necessità di colpire i protettori (sfruttatori) delle prostitute: il 94% dell'opinione pubblica nordestina si esprime in questo senso.
Il sondaggio conferma, infine, un altro orientamento già evidenziato da precedenti rilevazioni condotte da Demos per Il Gazzettino. Sebbene in flessione di circa sette punti percentuali, rimane molto elevata la porzione sociale favorevole alla riapertura delle cosiddette "case chiuse". È il 77% dei soggetti interpellati a dirsi favorevoli, mentre i contrari si fermano a meno di una persona su cinque (19%)

NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 26 e il 28 gennaio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1021 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it

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