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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IMMIGRATI E RELIGIONE NEL NORD EST

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
NUOVI LUOGHI DI CULTO: IL NORD EST RISPONDE SI'
[di Natascia Porcellato]

In Veneto, negli ultimi anni, li abbiamo visti pregare nei posti più diversi: in campi da tennis; nei palazzetti dello sport, in oratori, per citare i casi più eclatanti. Parliamo, naturalmente, dei musulmani presenti nella maggiore regione del Nord Est: oltre 150.000 persone che chiedono luoghi per la preghiera e che oggi dispongono, per lo più, di stanze o luoghi riadattati alla celebrazione religiosa. I risultati del sondaggio Demos che presentiamo oggi all'interno de l'Osservatorio sul Nord Est mira a comprendere come i nordestini si confrontino con le nuove domande in materia di diritti religiosi.
Il fenomeno migratorio che ha investito il Nord Est negli ultimi anni ha posto e continua a porre sfide importanti al territorio e alle sue istituzioni. In molti casi la polemica sulla concessione del diritto alla preghiera "altra" rispetto a quella cristiano-cattolica (in particolare se musulmana), guidata soprattutto da esponenti della Lega Nord, è stata forte e aspra. Contestazioni, proteste, sit-in, raccolte di firme. La paura più grande è che questi luoghi si trasformino in luoghi di diffusione del fondamentalismo religioso, o che inizino a fornire servizi (si pensi, ad esempio, alle scuole) fuori del controllo di stato ed enti locali. Come si pone, però, la popolazione di quest'area di fronte alla possibilità di costruire moschee, sinagoghe, templi per religioni o culti diversi da quello cristiano-cattolico? E quanto è aperta verso tradizioni non appartenenti alla cultura locale ma presenti in quella dei migranti?
I dati che Demos ha raccolto per Il Gazzettino rivelano come, nonostante le continue tensioni di questi anni, si siano consolidati gli atteggiamenti già osservati due anni fa. La maggioranza dei rispondenti, infatti, si dice favorevole alla costruzione di nuovi luoghi di culto (53%), mentre circa una persona su tre permetterebbe l'uso del velo a scuola da parte delle studentesse musulmane (intorno al 33% - precisiamo che in Italia non ci sono limitazioni in proposito).
Il profilo sociale di quanti sono propensi alla costruzione di moschee, sinagoghe e templi e di coloro che permetterebbero l'uso del velo alle studentesse musulmane a scuola è piuttosto simile: sono in misura maggiore giovani o adulti (fino ai 44 anni), con un alto livello di istruzione, politicamente orientati verso l'Udc e l'Idv.
Infine, osserviamo come l'atteggiamento generale verso l'immigrazione risulti particolarmente significativo in relazione alla concessione di questi diritti. Tra coloro che sono in posizioni ambivalenti o che si mostrano indifferenti, il favore rispetto alla costruzione di luoghi di culto tende a mantenersi al di sopra della soglia critica della maggioranza assoluta (rispettivamente 59 e 52%). Ma è tra quanti manifestano apertura nei confronti degli immigrati che il sostegno alla costruzione di luoghi di culto diventa molto ampio (81%), accompagnato anche da una maggiore disponibilità verso l'utilizzo del velo a scuola da parte delle studentesse musulmane (47%).

NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 26 e il 28 gennaio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1021 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it

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