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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
A NORD EST UNO SU DUE ORGOGLIOSO DI ESSERE ITALIANO
[di Fabio Bordignon]

Ancora italiani, ed orgogliosi di esserlo. Ma meno rispetto alla media nazionale, meno presso le giovani generazioni rispetto a quelle più anziane. Oltre il 50% dei cittadini del Nord Est esibisce orgoglio nazionale: una identità che si fonde, senza contraddizioni, con il localismo e con la proiezione internazionale dell'area. Ma lo scarto delineato dal fattore anagrafico è molto ampio. E' quanto emerge dall'ultima indagine dell'Osservatorio sul Nord Est, realizzata da Demos per Il Gazzettino.
Indipendenza, federalismo, autonomia, secessione: dagli anni Ottanta in poi, tutti questi termini sono stati, alternatamente, associati al Nord Est. Il Nord Est patria del localismo, quasi una patria "a sé", pronta a staccarsi al resto d'Italia, secondo alcune letture ricorrenti. In realtà, le indagini svolte sul tema hanno ripetutamente mostrato come l'identità locale non venisse concepita, dai cittadini dell'area nordorientale, in modo antagonista rispetto all'identità nazionale. Il loro risentimento, in alcune fasi molto intenso, si indirizzava all'Italia politica, alle sue istituzioni, magari verso altre aree - il Mezzogiorno, ma non solo: il centro (istituzionale), l'"altro Nord" della grande impresa. Ma quasi mai veniva declinato in chiave anti-italiana.
Come confermato da una ricerca apparsa di recente su liMes (e condotta dal LaPolis - Univ. di Urbino), l'Italia continua a rappresentare un riferimento forte, che fa da collante al puzzle di identità di cui si compone il tricolore. E ciò vale un po' in tutte le diverse aree della penisola. L'indagine presentata in questa pagina conferma ampiamente tale quadro. Se si chiede ai cittadini del Nord Est in che misura una serie di appartenenze territoriali siano in grado di suscitare sentimenti di orgoglio, è proprio l'Italia a far segnare la percentuale più elevata. Il 57% delle persone interpellate si dice orgogliosa di essere italiana. Certo, anche altri riferimenti raggiungono valori elevati, attorno (o appena sotto) la soglia del 50%: la città (47%), la regione (50%), il Nord (50%), perfino la dimensione cosmopolita (52%). Ma la percentuale più elevata va proprio all'Italia. All'estremo opposto si colloca invece l'Unione Europea, che - come sottolineato dai dati pubblicati su queste pagine la scorsa settimana - sembra vivere una fase (ormai prolungata) di appannamento.
A due anni dalle celebrazioni per i 150 anni della sua unità, i dati presentati sembrano dunque mostrare una Italia "in salute", quale riferimento identitario. Altri elementi suggeriti dal sondaggio appaiono tuttavia meno incoraggianti del valutare l'"italianità" del Nord Est. Il dato registrato, innanzitutto, si ferma quasi dieci punti sotto la media nazionale. Soprattutto, il riferimento alla nazione tende a diventare via via meno solido spostandoci dalle classi più anziane della popolazione verso quelle più giovani. Il sentimento nazionale parte dal 66% delle persone che hanno superato i 65 anni e declina, progressivamente, al diminuire dell'età. In particolare, scende intorno al 50% tra i 25 e i 34 anni, ma crolla di ulteriori dieci punti tra 15 e i 24 anni.
NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 4 e il 6 maggio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1033 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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