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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: GIOVANI E LAUREATI IN PARTENZA?

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
GIOVANI PRONTI A FUGGIRE ALL'ESTERO PER FARE CARRIERA
[di Natascia Porcellato]

Giovani, laureati e...in partenza. E' questa l'immagine che emerge dai dati presentati oggi all'interno dell'Osservatorio sul Nord Est curato da Demos per Il Gazzettino. Dove andare? All'estero, naturalmente. Dato che l'Italia, come ha osservato anche Boeri all'interno del convegno organizzato da Fondazione Unipolis nel settembre scorso parafrasando il titolo di un famoso libro e film, non è un paese per giovani. Circa il 40% degli intervistati, infatti, ritiene la fuga all'estero l'unica speranza di carriera per i giovani. Se a questo affianchiamo gli oltre sei nordestini su dieci che si dichiarano d'accordo con l'affermazione "Al giorno d'oggi avere una laurea non assicura un lavoro ben pagato", abbiamo il quadro completo: una sostanziale bocciatura delle possibilità offerte ai giovani e ai laureati, sia per le condizioni retributive del mercato del lavoro che per l'ascesa professionale.
L'immagine delle opportunità professionali offerte dall'Italia, per i tratti indagati dai due quesiti, appare quindi piuttosto negativa. Ed è proprio tra i giovani che la visione si fa ancor più critica: la laurea non è più una garanzia di buona retribuzione per il 70% dei rispondenti di età compresa tra i 15 e i 24 anni, ma il dato sale fino a toccare il 78% nella classe successiva, quella dei trentenni. Stesso trend anche per chi vede nella fuga all'estero l'unica speranza di carriera. Questo non stupisce: sono loro infatti le principali "vittime" di precarietà, contratti a progetto e stage. Sono loro quelli che stanno "pagando" personalmente per un mercato del lavoro che ha immolato sull'altare della flessibilità non solo e non tanto la sicurezza del posto di lavoro, quanto la capacità contrattuale e l'equità delle retribuzioni.
A conferma di questo, osserviamo anche la relazione con il titolo di studio: sono sempre coloro che possiedono un alto livello di istruzione quelli maggiormente sensibili ad entrambi gli stimoli proposti. Tra le persone diplomate o laureate, infatti, il pessimismo nei confronti della capacità del titolo universitario di dare un buono stipendio sale fino a coinvolgere il 72%.
Dal punto di vista socio-professionale, coerentemente, vediamo come siano soprattutto gli studenti a mostrare gli atteggiamenti più critici: quelli che ritengono l'estero l'unica possibilità di carriera sono il 60%, e addirittura tre su quattro (75%) non considerano la laurea uno strumento utile per avere una retribuzione soddisfacente. Anche tra i tecnici e i funzionari osserviamo una maggiore presenza di questi atteggiamenti: il 44% ritiene l'estero l'unica speranza di carriera per i giovani, ed è il 68% a considerare la laurea un titolo insufficiente a garantire uno lavoro ben pagato. Curiosamente -o forse no- tale orientamento è espresso con forza anche da coloro che spesso si trovano ad impiegare personale: oltre sette tra imprenditori e lavoratori autonomi su dieci, infatti, ritengono che il conseguimento della laurea non garantisca una buona retribuzione.
A conferma della trasversalità del disagio, vediamo come dal punto di vista politico non ci siano divisioni riconducibili all'attuale configurazione di maggioranza e opposizione: i timori maggiori, infatti, sono presenti tra gli elettori del Pd, dell'Idv e della Lega Nord.
NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 4 e il 6 maggio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1033 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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