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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST PREOCCUPATO PER LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
ALLARME A TAVOLA: 6 SU 10 PREOCCUPATI PER IL CIBO
[di Fabio Bordignon]

Insicurezza a tavola: due persone su tre, nelle regioni del Nord Est, temono per la qualità dei cibi che mangiano. E' quanto emerge dai numeri dell'Osservatorio sul Nord Est, che disegnano un clima di diffusa inquietudine connessa al rischio alimentare.
Mucca pazza, influenza aviaria, febbre suina: a più riprese, nel corso degli ultimi anni, il cibo ha occupato i titoli dei giornali e dei telegiornali, seminando il panico su scala globale. Il rischio di possibili epidemie legate a patologie animali e alla loro trasmissione all'uomo ha generato allarme diffuso e messo sotto accusa l'industria alimentare. L'effetto legato alla diffusione di queste malattie appare molto esplicito nei dati raccolti da Demos per Il Gazzettino, attraverso le risposte fornite da un campione di 1000 persone. Ai cittadini del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento è stato chiesto in che misura si sentano preoccupati per la sicurezza degli alimenti. L'attenzione al tema è risultata molto elevata: il 28% degli intervistati si è detto, infatti, "molto preoccupato" e una frazione ancora più ampia "abbastanza preoccupata". Nel complesso, la componente che esprime questo tipo di preoccupazione risulta molto elevata: superiore alle sei persone su dieci (64%).
Il dato medio della popolazione, già di per sé molto alto, tocca alcuni picchi in specifici segmenti sociali. Interessante è innanzitutto la distinzione per genere. Le donne, maggiormente impegnate in cucina e nella spesa, mostrano un livello di preoccupazione quasi dieci punti percentuali superiore rispetto agli uomini: il 68 contro il 59%, con un massimo dell'80% tra le casalinghe. L'andamento del dato è quasi indipendente dalla regione di residenza e dal livello d'istruzione dell'intervistato, mentre sotto il profilo socio-professionale ad esprimere valori superiori al dato generale sono le categorie degli operai (67%) e dei liberi professionisti (73%). L'andamento della curva per età non appare lineare, ma mette in luce almeno due aspetti. In generale, la preoccupazione appare leggermente più bassa nelle fasce più giovani della popolazione, mentre, nelle classi adulte, raggiunge il massimo in due segmenti anagrafici: fra i 35 e i 44 anni (71%) e, ancor più, fra i 55 e i 64 (76%)
Se prendiamo in considerazione la variabile politica, non emerge una relazione particolarmente stretta tra partito votato e paura alimentate. Possiamo comunque riscontrare una maggiore attenzione spostandoci verso sinistra sull'asse politico. Tale tendenza, tuttavia, è spiegata quasi interamente dalla posizione assunta dall'elettorato dell'Italia dei Valori. Con il 77%, l'elettorato di Di Pietro si presenta come il più sensibile al problema della sicurezza alimentare.

NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 4 e il 6 maggio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1033 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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