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OSSERVATORIO SUL NORD EST - LA PERCEZIONE DEI CRIMINI NEL NORD EST

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
AUMENTA L'ALLARME CRIMINALITÀ: IL 60% HA PAURA
[di Fabio Bordignon]

Non accenna ad attenuarsi l'allarme criminalità, nelle regioni del Nord Est. La quota di persone che percepiscono una crescita dei fatti criminali rimane molto elevata, superiore alla maggioranza assoluta delle persone intervistate da Demos per Il Gazzettino, superiore alla media nazionale. La geografia della paura propone i valori più elevati nel Veneto e nei centri di medie dimensioni, tra i 15 e i 50 mila abitanti.
Se facciamo riferimento alla dimensione nazionale, nel suo complesso, non si rilevano significative variazioni. Né sul piano territoriale, né sotto il profilo diacronico. Il numero di persone che, guardando ai cinque anni che precedono l'intervista, avvertono un deterioramento delle condizioni di sicurezza, nel complesso della penisola, è molto elevato: superiore alle otto persone su dieci. Questo dato si ripropone, con poche differenze, sia su base nazionale che a livello nordestino, e anche la variabilità interna all'area nordorientale è piuttosto contenuta. E' invece con riferimento al contesto di residenza dell'intervistato che i numeri dell'Osservatorio sul Nord Est propongono alcune significative differenze. Innanzitutto rispetto ai valori ottenuti, qualche mese prima, presso l'opinione pubblica nazionale. A percepire una crescita della criminalità nella zona dove vivono sono, infatti, soprattutto i residenti nel Nord Est. Non che nel complesso dell'Italia l'indicatore calcolato da Demos non superi i livelli di guardia, ma in questa zona l'allarme suona ancora più forte: 57%, contro il 40% italiano. Inoltre, le oscillazioni interne, tra le singole sub-aree, appaiono di rilievo: il 59% osservato nel Veneto, infatti, è nettamente superiore rispetto al 54% della provincia di Trento e, ancor più, rispetto al 47% del Friuli-Venezia Giulia. L'analisi della serie storica evidenzia come, pur in presenza di un dato costantemente sopra l'asticella del 50%, gli ultimi anni abbiano proposto mutamenti degni di menzione. Nell'estate del 2007, la percezione della criminalità appariva molto elevata, con oltre sei persone su dieci a denunciare un peggioramento nella propria area di residenza. Lo scorso anno, il dato si è leggermente abbassato (53%), ma oggi torna nuovamente a salire.
L'articolazione del risultato in base ai principali gruppi sociali conduce a conclusioni non del tutto scontate. Ad essere maggiormente colpiti dalla sindrome dell'insicurezza, infatti, non sono (o non sono esclusivamente) i cosiddetti settori "marginali" della società. Anzi, su molti aspetti ad esprimere maggiore apprensione per le tendenze criminali sono soprattutto alcuni segmenti "centrali": sono, ad esempio, le persone con livello medio d'istruzione a proporre i valori più elevati (il 63% vede un trend in crescita nel contesto locale); le persone residenti in centri di medie dimensioni, tra i 15 i 50 mila abitanti (71%); mentre, dal punto di vista dell'età, i picchi si osservano nelle fasce centrali e, nello specifico, tra i 25 e i 44 anni (67-68%).
Anche sotto il profilo politico non si osservano tendenze univoche. Se, in generale, la percezione di una crescita è più esplicita a centro-destra, è l'elettorato nordestino della Lista Di Pietro a far segnare il valore più elevato: 72%, per l'Italia dei Valori, una frazione ancora più consistente rispetto a quella riscontrata nel caso della Lega Nord (66%) e del PdL (62%). L'elettorato dell'Udc si ferma al 51%, mentre il valore minimo si registra tra chi destina il proprio voto al Partito Democratico (41%).
NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 4 e il 6 maggio 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1033 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Giovanni Pace ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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