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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST PREFERISCE GLI INSEGNANTI CAPACI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
INSEGNANTI SOLO DEL NORD? NO, BASTA CHE SIANO BRAVI
[di Natascia Porcellato]

Presidi e dirigenti scolastici: meglio "del Sud" o "del Nord"? E i docenti: devono conoscere dialetto e tradizioni locali? Oggi l'Osservatorio sul Nord Est de Il Gazzettino punta l'attenzione proprio sulla questione "territoriale" declinata nel mondo della scuola. A ritenere fondamentale che i docenti conoscano dialetto e tradizioni locali è circa il 10% dei rispondenti, a cui possiamo affiancare un 39% che lo reputa importante. Questo orientamento non appare tuttavia discriminante: oltre 8 intervistati su dieci, infatti, sostengono che i fattori di cui tenere veramente conto sono la preparazione e le capacità degli insegnanti.
L'anno scolastico 2009-2010 ha preso il via: la campanella è risuonata ieri nelle aule del Veneto e della provincia di Trento e stamane in quelle del Friuli-Venezia Giulia. La scuola, comunque, ci ha "accompagnato" anche durante la bella stagione. Non ci stiamo riferendo ai famigerati "compiti per le vacanze" -croce e delizia estiva di studenti e genitori- ma alla polemica che ha infiammato il dibattito politico.
I primi segnali si sono avvertiti intorno alla fine di luglio, appena conclusa la maturità, quando il Consiglio provinciale di Vicenza discute una mozione in cui dice "no ai dirigenti scolastici del Sud nelle nostre scuole". Mozione proposta dal centrodestra, che amministra la Provincia, ma condivisa anche dalla minoranza, dato che è stata approvata con 26 voti favorevoli su 27.
Dopo qualche tempo arriva una seconda ondata di polemiche, stavolta orientate verso gli insegnati. Umberto Bossi, sostenendo che i professori devono conoscere il dialetto e le tradizioni locali, chiede l'introduzione di un test di verifica della conoscenza di storia, cultura, tradizioni e lingua della regione.
Come si orienta però l'opinione pubblica del Nord Est? In modo sostanzialmente diverso rispetto al leader della Lega Nord, secondo i dati raccolti da Demos. Infatti, l'83% ritiene maggiormente rilevante la preparazione, le capacità e le modalità di reclutamento e solo una minoranza (17%) ritiene giusto privilegiare gli insegnanti del Nord perché conoscono dialetto e tradizioni locali. I tratti sociali di quanti sono maggiormente sensibili alle questioni dialettali e locali, poi, descrivono una popolazione "lontana" dalla scuola: sono di età elevata (oltre 55 anni), imprenditori o pensionati, con un basso livello di istruzione. Dal punto di vista politico, possiamo osservare come questo orientamento sia più presente tra gli elettori della Lega Nord (28%) e dell'Udc (23%). In entrambi i casi, però, la percentuale rimane abbondantemente al di sotto la soglia critica del 50%.
Conoscere il dialetto e le tradizioni locali, quindi, appare importante (39%), ma non fondamentale (il dato è fermo al 10%). Soprattutto, non emerge come fattore decisivo: anche chi considera dialetto e tradizioni locali rilevanti o necessari, infatti, continua ad anteporre preparazione, capacità e serietà nelle modalità di reclutamento ad una provenienza geografica e/o culturale più vicina al territorio.
NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 1 e il 3 settembre 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1026 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Claudio Zilio ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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