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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: LA CHIESA NON INTERVENGA NEL DIBATTITO POLITICO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
AUMENTANO GLI STOP AL VATICANO «IN POLITICA»
[di Natascia Porcellato]

Quale rapporto tra Chiesa e politica? Fino a che punto sono accettati dalla popolazione gli interventi del Vaticano sulla politica italiana? I risultati del sondaggio Demos presentati oggi dall'Osservatorio sul Nord Est raccontano di un Nord Est che considera poco opportuni i giudizi provenienti da Oltretevere sulle vicende politiche nazionali. Circa la metà degli intervistati (48%), infatti, ritiene che la Chiesa non dovrebbe mai cercare di influenzare la politica, mentre è il 32% a considerare legittimo l'intervento della Chiesa solo se limitato alle questioni che riguardano da vicino la religione. Entrambi i dati sono in crescita e, osservando le matrici politiche attuali e della passata rilevazione, scopriamo come il distacco sia cresciuto soprattutto tra gli elettori del centrodestra.
Chiesa e governo in questi mesi si sono confrontati (e scontrati) molte volte e su diversi argomenti. L'immigrazione, innanzitutto, con la posizione critica della Chiesa rispetto ad alcuni provvedimenti del governo, in particolare contro il reato di immigrazione clandestina e la politica dei "respingimenti". Poi, una volta scoppiato il caso D'Addario, le critiche, dirette e indirette, formulate da alcuni settori del mondo cattolico -vescovi, esponenti dell'associazionismo, parroci e semplici fedeli- hanno trovato voce sul settimanale dei Paolini, Famiglia Cristiana, e su Avvenire. E proprio l'attacco de Il Giornale a Dino Boffo, l'ormai ex direttore del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, ha dato grande visibilità a queste tensioni tra maggioranza e Chiesa.
Nell'insieme, quindi, si è prodotta una crescente disapprovazione dell'attivismo della Chiesa anche presso i simpatizzanti del centrodestra, che si uniscono al disagio di alcuni settori del centrosinistra (riconducibile ai continui richiami del Papa alle questioni della bioetica o alle posizioni nettamente contrarie al riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto).
Il principale risultato che possiamo osservare è l'aumento di quanti considerano sempre fuori luogo l'intervento della Chiesa. Nell'arco di quattro anni, infatti, sono cresciuti di circa quattro punti percentuali coloro che ritengono che la Chiesa non dovrebbe mai cercare di influenzare le decisioni della politica, arrivando a sfiorare la maggioranza assoluta degli intervistati (48%). Un aumento della stessa entità è apprezzabile anche tra quanti giustificano l'intervento solo se limitato a questioni che riguardano da vicino la religione, mentre ad arretrare sono proprio coloro che considerano le parole della Chiesa sempre opportune.
E' maturato quindi un certo disagio nei confronti degli interventi provenienti da Oltretevere che, soprattutto nel Nord Est, assumono un sapore molto "politico". Nel 2005, infatti, erano soprattutto Democratici di Sinistra e Rifondazione Comunista a mostrare il distacco maggiore, mentre oggi a guidare il gruppo di quanti chiedono alla Chiesa di non intervenire troviamo, prima di tutti, i sostenitori della Lega Nord, seguiti da quelli dell'Italia dei Valori e del Partito Democratico. Il fattore politico oggi riserva anche altre sorprese: ad esempio, è interessante rilevare come tra gli elettori dell'Udc, partito di chiara ispirazione cattolica, la maggioranza preferisca che gli interventi della chiesa siano limitati alle questioni che riguardano da vicino la religione.
Infine, consideriamo la pratica religiosa: se è quasi scontato che la stragrande maggioranza dei non praticanti (69%) ritenga che la Chiesa non debba intervenire nella vita politica italiana, è interessante osservare come a distribuirsi (quasi) equamente nelle tre posizioni siano coloro che frequentano più assiduamente la messa. Mostrando delle tensioni che dividono anche il popolo dei credenti.
NOTA METODOLOGICA

I dati dell'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & Pi, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico svolto tra il 1 e il 3 settembre 2009. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione, di 1026 persone, è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia.
Fabio Bordignon e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Claudio Zilio ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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