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OSSERVATORIO EUROPEO SULLA SICUREZZA

Monitoraggio periodico sulle diverse facce dell'insicurezza, realizzato da Demos e Oss. di Pavia per Fondazione Unipolis. Una indagine che mette in relazione percezione, rappresentazione e realtà.
SANZIONI ALLA RUSSIA: GLI ITALIANI SEMPRE PIÙ PREOCCUPATI
[di Fabio Turato]

Le tensioni in Ucraina continuano a impensierire gli italiani. Se l'inverno mette in guardia da possibili variazioni nelle forniture di gas - per altro già rilevate nella rete di distribuzione di Polonia e Slovacchia - sono le reciproche sanzioni economiche tra Russia e Unione europea a spargere ulteriori preoccupazioni.

I dati dell'Atlante politico di Demos & Pi evidenziano la crescita dei timori di possibili effetti della crisi ucraina in Europa e in Italia. Rispetto alla rilevazione di settembre, gli italiani che paventano riflessi gravi toccano il 55,3% salendo di ben 14 punti percentuali. In particolare, gli intervistati che temono conseguenze «esclusivamente» gravi aumentano di 8 punti percentuali (39%), mentre chi paventa addirittura esiti peggiori cresce del 6, raggiungendo il 16%. A dimostrazione dell'accresciuto grado di preoccupazione, chi teme che la crisi abbia comunque degli effetti, anche se non gravi, cala di 8 punti fino a raggiungere il 23%. Mentre gli italiani convinti che la crisi ucraina non abbia alcun effetto in Europa, scendono di 6 punti percentuali toccando il 7%.

Tanto l'Ue cerca di colpire in modo mirato il solo entourage putiniano, tanto più la strategia del Cremlino pare voler colpire in generale gli interessi economici più prossimi ai cittadini europei. A cominciare dal gas, per passare alle paventate limitazioni nei voli aerei, per non dire dei blocchi all'import agroalimenatare. Minacciando nuovi sbarramenti anche per altri prodotti, come tessile, auto, vino. Il Cremlino sembra quindi puntare anche sull'opinione pubblica dei paesi comunitari come strumento di pressione interna ai governi dell'Ue. Anche perché la negativa congiuntura europea orienta gli operatori economici colpiti dai dinieghi di Mosca ad essere, con ogni probabilità, meno interessati ai buoni propositi delle sanzioni comunitarie, chiedendo invece conto ai propri governi delle mancate esportazioni verso la Federazione russa.

La promessa russa di non toccare i gasdotti durante l'inverno ha giocato un ruolo nel recente accordo di associazione ucraina all'Ue e nella concomitante autonomia concessa da Kiev alle regioni orientali. Il che fa comprendere sia gli attuali rapporti di forza energetici, che il tentativo di Bruxelles di superare la strategia stessa delle sanzioni economiche: un segnale di come risulti necessario mantenere canali di dialogo con la Russia da parte dell'Ue. Tuttavia Mosca temporeggia: riconosce il cessate il fuoco tra le parti nelle regioni dell'Ucraina orientale, ma continua a sostenere i separatisti del Donbas, con l'obiettivo non dichiarato di collegare territorialmente la Crimea al resto della Federazione russa.

Strategicamente audace e tatticamente flessibile, Putin sembra voler disturbare i governi europei dall'interno, consapevole che la crisi ucraina è ormai collegata a una partita geopolitica più ampia e che gioca le sue carte tra Siria e Iraq. Dove la diplomazia occidentale prende le distanze da Bashar al Assad e Iran nella lotta al califfato per cercare di contenere anche gli spazi di manovra della Russia, alleata di ferro del leader siriano e di Teheran.

NOTA INFORMATIVA

L'Atlante Politico è realizzato da Demos & Pi per La Repubblica ed è curato da Ilvo Diamanti, insieme a Fabio Bordignon e Roberto Biorcio, con la collaborazione di Martina Di Pierdomenico. La rilevazione è stata condotta nei giorni 4 - 10 settembre 2014 da Demetra (metodo CATI). Il campione nazionale intervistato (N=1023, rifiuti/sostituzioni 5.277) è rappresentativo per i caratteri socio-demografici e la distribuzione territoriale della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (margine di errore 3.1%).

Documentazione completa su www.sondaggipoliticoelettorali.it

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