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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E LA FECONDAZIONE ASSISTITA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
A NORD EST CALA L'ENTUSIASMO PER LA FECONDAZIONE ASSISTITA
[di Natascia Porcellato]

L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, si occupa oggi del tema della fecondazione assistita. Oltre 3 intervistati su 4 (77%) si dichiarano a favore del ricorso a questa pratica da parte di coppie che non possono avere figli naturalmente, mentre è il 19% a dichiararsi contrario. Scendendo dal generale a dei casi più puntuali, la maggioranza dei nordestini sostiene la fecondazione assistita per le coppie non sposate (64%) e per i casi in cui uno dei due partner è sterile (58%). Meno ampio, invece, è il favore che incontra il suo impiego da parte di donne sole, quindi usando donatori di sperma (39%), o uomini soli, attraverso l'utilizzo di "madri surrogate" (23%).

Tra i temi che ciclicamente tornano a far discutere l'opinione pubblica, la fecondazione assistita è senz'altro uno dei più delicati e complessi. Sono molte, infatti, le sfere individuali e sociali che sono chiamate in causa: il concetto di coppia e famiglia, il ruolo di padre, madre e figlio, lo spazio dei nonni e dei parenti. Così, mentre il Ministero della Salute si lancia in campagne sulla fertilità che suscitano più polemiche e dileggi che apprezzamenti, l'impianto normativo italiano resta quello della Legge 40 che ha già ottenuto diversi ricorsi a Tribunali nazionali e una condanna dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

Secondo i dati raccolti da Demos, è il 77% dei nordestini a dichiararsi favorevole alla fecondazione assistita. Guardando alla serie storica, possiamo osservare come il valore mostri un trend negativo di 6 punti percentuali rispetto al 2012.

Passando dal generale al particolare, vediamo che il 64% concederebbe anche a coppie non sposate di accedervi, mentre il 58% permetterebbe questo tipo di intervento a quelle in cui uno dei componenti ha problemi di sterilità. Gli orientamenti tendono a crescere soprattutto tra le persone di età centrale (35-54 anni), e per le coppie con problemi di sterilità si aggiungono anche i giovani under-25. Inoltre, il sostegno alla fecondazione assistita per coppie non sposate o in cui uno dei partner è sterile, è presente soprattutto tra coloro che non vanno in Chiesa o vi si recano saltuariamente. Segnaliamo, però, che la maggioranza (53%) di chi va assiduamente a Messa sostiene la possibilità che le coppie non sposate ricorrano alla fecondazione assistita e il 44% è favorevole al suo ricorso in caso di sterilità di uno dei due partner. Politicamente, sottolineiamo come negli elettorati di tutti i partiti le percentuali si mantengano nettamente al di sopra della maggioranza assoluta per entrambe le ipotesi.

Meno ampio, invece, il favore riservato all'utilizzo della fecondazione assistita da parte di donne sole (39%) e uomini soli (23%). Qui, però, è interessante osservare come si compongano delle divisioni più nette dal punto di vista generazionale: il sostegno a queste pratiche, infatti, si fa più ampio tra coloro che hanno meno di 44 anni, mentre tende a scendere nettamente sotto la media tra gli over-55. Guardando alla religiosità, emerge come siano soprattutto quanti non frequentano la Messa o vi si recano in modo saltuario a mostrare il maggior favore alla fecondazione assistita da parte di uomini soli e donne sole.

L'area dell'opposizione totale, però, appare nettamente minoritaria: infatti, è il 19% dei nordestini a dichiararsi contrario alla fecondazione assistita, e le percentuali tendono a rimanere contenute in tutti i settori sociali. Anche guardando alla religiosità, osserviamo che tra chi va in Chiesa assiduamente la contrarietà assoluta alla fecondazione assistita si ferma al 23%.


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 5-7 settembre 2016 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1013 persone (rifiuti/sostituzioni: 10914), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.08%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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