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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST HA FIDUCIA NEI COMUNI MA NON NELLO STATO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
COMUNI PROMOSSI A NORD EST. STATO E UE NON CONVINCONO
[di Natascia Porcellato]

Oggi l'Osservatorio sul Nord Est riprende un tema complesso e largamente affrontato, ma mai del tutto dipanato: quello del rapporto tra i nordestini e gli Enti territoriali, nazionali e sovranazionali. Tradizionalmente, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e la provincia di Trento hanno mostrato segni di distacco dallo Stato, preferendogli spesso realtà più vicine (come il Comune) o più lontane (come l'Unione Europea).

Secondo i dati elaborati da Demos per Il Gazzettino, è sempre il Municipio l'ente che gode di maggior consenso. Oggi, è poco meno di un rispondente su due (48%) a dichiarare di provare moltissima o molta fiducia nel Comune, lasciando molto indietro Regione (36%), Stato (16%) e Unione Europea (27%).

Nel confronto con l'Italia, possiamo osservare alcune peculiarità del Nord Est. La fiducia che il complesso della Penisola riserva all'UE è pari al 29%, sostanzialmente in linea rispetto al dato rilevato nel Nord Est (27%). Ancor più problematico appare il rapporto con lo Stato, che raccoglie il 20% dei consensi in Italia, ma si ferma al 16% in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e in provincia di Trento (-4 punti percentuali).

La dinamica appare rovesciata guardando a Comune e Regione. La riserva di consenso degli italiani verso quest'ultima, infatti, si ferma al 27%, mentre nel Nord Est raggiunge il 36% (+9 punti percentuali). Della stessa entità appare anche la distanza osservata per la fiducia nel Comune: l'ente territoriale più vicino ai cittadini, infatti, gode del sostegno del 39% degli italiani, ma tra i nordestini la fiducia sale al 48%.

Se consideriamo la serie storica, possiamo vedere come, dal 2001 ad oggi, la fiducia verso il Comune sia piuttosto stabile, anche se contraddistinta da una tendenza positiva. Sarà perché è il più vicino al territorio, quindi il primo a cui ci si rivolge. Sarà perché il suo operato è più semplice da controllare e spesso si conoscono personalmente amministratori e dipendenti. Sarà perché è una terra di campanili e identità locali. Quale che sia il motivo: il Comune appare l'unico riferimento istituzionale in grado di intercettare un certo sostegno da parte dei nordestini.

Sono i più giovani a mostrare la riserva di fiducia più ampia (68%), mentre la quota tende a scendere, con percentuali oscillanti tra il 41 e il 46%, tra quanti hanno tra i 25 e i 54 anni. Il consenso tende poi a risalire tra gli adulti (55-64 anni, 50%) per assestarsi nuovamente sotto la media dell'area tra le persone con oltre 65 anni (44%). Guardando al titolo di studio, poi, vediamo come siano soprattutto coloro che sono in possesso della licenza elementare (55%), o che hanno conseguito un diploma o una laurea (56%) a mostrarsi maggiormente fiduciosi verso il Comune. Le criticità vengono invece mosse da quanti sono in possesso di un livello di istruzione medio (38%). Considerando poi la variabile urbana, vediamo come la fiducia nel Comune tenda a salire proprio tra le realtà più piccole: il sostegno infatti raggiunge il 54% tra quanti vivono in realtà con meno di 15mila abitanti. Il consenso tende invece a fermarsi intorno alla media dell'area tra coloro che vivono in centri di dimensioni medie (15-50mila abitanti, 47%), mentre diminuisce nettamente tra chi vive in realtà urbane che superano la soglia dei 50mila abitanti (38%). Infine, osserviamo l'influenza della politica. Sono gli elettori del Pd coloro che guardano ai Comuni con maggior fiducia (58%), seguiti da quelli della Lega (51%). Un minore consenso, invece, emerge tra i sostenitori del M5s (44%), anche se è tra quelli di Forza Italia (30%) che tende a scendere in maniera più vistosa.


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 9-11 gennaio 2017 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1011 persone (rifiuti/sostituzioni: 10374), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.08%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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