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OSSERVATORIO SUL NORD EST - PER IL NORD EST I PROFUGHI OSPITI NEI COMUNI NON SONO UN PROBLEMA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
PROFUGHI SOPITI DEL NORD ESTPOCHI PROBLEMI NEI COMUNI
[di Natascia Porcellato]

L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos per Il Gazzettino, si occupa oggi della percezione di eventuali disagi legati alla presenza dei profughi nei Comuni. Il 25% dichiara che sono presenti e che questo provoca dei problemi, mentre la maggioranza relativa (44%), pur nella condizione di ospitarli, non ha riscontrato difficoltà legate alla loro permanenza. Il 20% degli intervistati, invece, dichiara che nel proprio territorio comunale non ci sono profughi. Piuttosto consistente la quota di intervistati che non si esprime (11%).

Il tema dei profughi appare sempre particolarmente caldo. Sono ancora ben presenti, e non accennano a diminuire, le polemiche scoppiate recentemente sul ruolo delle Organizzazioni Non Governative che operano nelle acque del Mediterraneo. Al contempo, le risposte continentali su questo tema tardano ad arrivare. A parte qualche parola di solidarietà, i principali partner europei non sembrano voler comprendere che un fenomeno di questa portata non può essere lasciato sulle (fragili) spalle di Paesi come l'Italia e la Grecia, ma deve avere una regia e una strategia complessiva che permetta all'Europa di governarlo.

In questi anni, l'Italia ha cercato di resistere e per ora le tensioni sono state limitate. Anche nel Nord Est, area piuttosto reattiva sull'argomento, i dati che abbiamo rilevano mostrano che il 44% degli intervistati dichiara di risiedere in Comuni che ospitano profughi, ma che da questa presenza non hanno registrato problemi. Il 25%, invece, ritiene che nel proprio territorio la presenza di richiedenti asilo abbia procurato problemi e il 20% vive in realtà in cui non ci sono profughi.

Rispetto al settembre scorso, però, possiamo osservare come siano diminuiti gli intervistati che dichiarano di vivere in Comuni privi di profughi (-3 punti percentuali), mentre nello stesso arco di tempo sembra essere aumentata la quota di residenti in Comuni che li ospitano e che hanno avuto dei problemi legati alla loro presenza (+7 punti percentuali). Sostanzialmente stabile, invece, la percentuale di nordestini che giudica la presenza dei richiedenti asilo nel proprio Comune non problematica (44%).

Come si caratterizzano dal punto di vista sociale queste percezioni? Coloro che non ritengono di avere profughi presenti nel proprio territorio comunale sono in misura maggiore giovani under-25 (32%), oltre a persone di età centrale (35-54 anni, 25-26%). Dal punto di vista socio-professionale, invece, ritroviamo soprattutto operai (27%) e studenti (28%), disoccupati (34%) e imprenditori (40%). Chi invece sa di avere profughi presenti nel proprio Comune, e a seguito di questo ha notato l'insorgere di problemi, ha in misura maggiore tra i 35 e i 44 anni (29%), mentre guardando alle professioni emerge una certa presenza di liberi professionisti (39%) e casalinghe (30%). Quanti vivono in realtà che ospitano richiedenti asilo senza che questo abbia portato a tensioni sono soprattutto persone adulte (50%), anziane (53%) e quanti sono impiegati (52%).

Consideriamo infine l'influenza degli orientamenti politici. Guardando ai dati, osserviamo che hanno rilevato problemi soprattutto gli elettori di Forza Italia, della Lega Nord o del M5s. Anche tra questi, però, la maggioranza relativa vive in realtà in cui la presenza dei profughi non ha portato disagi. Così, il 30% degli elettori di Forza Italia ha percepito problemi legati alla presenza dei profughi, ma il 47% no; il 31% degli elettori della Lega ha percepito problemi legati alla presenza dei profughi, ma il 40% no; il 31% degli elettori del M5s ha percepito problemi legati alla presenza dei profughi, ma il 42% no.



NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 3-6 aprile 2017 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1120 persone (rifiuti/sostituzioni: 7815), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 2.93 %). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell'indagine CATI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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