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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST, LE GIOVANI DONNE CONTRARIE A MODIFICHE ALLA LEGGE SULL'ABORTO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
ABORTO, LEGGE DA RIVEDERE? LE RAGAZZE DICONO "NO"
[di Natascia Porcellato]

La legge 194 compie 40 anni: era il 1978 quando la normativa che regola l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia venne approvata dal Parlamento. Da allora, è stata spesso messa in discussione: il primo tentativo è stato il Referendum -respinto- del 1981. L'ultimo tentativo, in ordine di tempo, è quello di Giuliano Ferrara quando, in occasione delle Elezioni Politiche del 2008, presentò una lista dal nome inequivocabile: "Aborto? No grazie". I risultati elettorali non furono entusiasmanti né in Italia (dove si fermò allo 0,4%), né in Veneto e Friuli-Venezia Giulia (dove raccolse meno di 20mila preferenze, lo 0,5% dei voti validi; a Trento la lista non era presente).

Il tema, però, appare ancora divisivo per l'opinione pubblica. Secondo i dati raccolti da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, è il 44% dei nordestini a pensare che "Bisogna rivedere la legge sull'aborto per limitare i casi in cui è lecito". Rispetto al 2015, il valore appare stabile, ma anche allargando lo sguardo al decennio precedente possiamo osservare che le posizioni mutano poco.

Se guardiamo al genere, possiamo osservare come siano più le donne (47%) che gli uomini (40%) a pensare che la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza vada rivista. Interessante, però, è considerare congiuntamente genere ed età: sembrano esserci, infatti, sia idee diverse tra coetanei, sia orientamenti diversi tra uomini e donne di diverse età.

Tra i giovani, sono soprattutto i ragazzi a chiedere una modifica in senso restrittivo della 194: il 46% degli under-25 e il 40% di coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni si esprime in questo senso. Quasi all'opposto sembrano essere le posizioni espresse dalle ragazze della stessa età: tra quelle che hanno tra i 15 e i 24 anni, il consenso verso la revisione della legge sull'aborto si ferma al 38%, e il valore scende ulteriormente tra quante hanno tra i 25 e i 34 anni (29%). Tra le persone di età centrale, invece, sono le donne a rivelare il favore più esteso verso l'ipotesi di cambiare in senso limitativo la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza. Il valore raggiunge il 62% tra le donne comprese nella fascia dei 35-44 anni e il 48% in quella dei 45-54 anni (40% tra entrambi i coetanei uomini), mentre si ferma al 45% tra quelle tra i 55 e i 64 anni (28% tra gli uomini della stessa età). Idee del tutto omogenee, invece, sono ravvisabili tra uomini e donne che hanno più di 65 anni (48-49%).

Consideriamo, infine, l'influenza della religiosità. La necessità di rivedere in maniera restrittiva la legge sull'aborto raccoglie il 39% dei consensi tra coloro che non sono praticanti. Il valore sale al 43% tra chi va in Chiesa saltuariamente, ma la popolarità dell'opinione supera la media dell'area tra coloro che vanno a Messa almeno una volta alla settimana. È il 49% dei praticanti assidui, infatti, a ritenere che la 194 vada rivista in senso limitativo, ma la maggioranza assoluta (51%) non è d'accordo con questa ipotesi.

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 13-20 novembre 2017 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1086 persone (rifiuti/sostituzioni: 5927), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 2.97% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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