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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST RESTA CON L'EURO E CON L'EUROPA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
CON L'EUROPA E CON L'EURO. IL NORD EST: NO ISOLAMENTO
[di Natascia Porcellato]

Il futuro dell'Italia è in Europa e con l'Euro: questa è l'indicazione che emerge dalle analisi di Demos per Il Gazzettino. Secondo i dati dell'Osservatorio sul Nord Est, infatti, il 63% degli intervistati pensa sia necessario "restare nell'Euro e nell'Unione Europea: il progetto europeo non deve fallire e l'Italia deve fare le riforme necessarie". Il 21%, invece, è dell'opinione che sia preferibile "uscire dall'Euro, ma rimanere dentro all'Unione Europea: con la nostra moneta saremo più liberi, ma dobbiamo mantenere l'Unione con gli altri Stati". La visione più radicale, che prevede di uscire da Euro e Unione Europea e fare da soli, viene sostenuta dal 10% dei nordestini.

Rispetto al 2015, gli orientamenti appaiono piuttosto stabili. In particolare, l'adesione al progetto europeo e alla moneta unica mostra una certa continuità (62% nel 2015 vs 63% attuale). Stabile appare anche la quota di popolazione che auspica la sola uscita dall'Euro (21% in entrambe le rilevazioni). Ad essere diminuiti, invece, sono coloro che auspicano l'abbandono di Euro e Unione Europea, scesi dal 14% del 2015 all'attuale 10%.

Come si caratterizzano dal punto di vista sociale questi orientamenti? Innanzitutto, sottolineiamo che l'adesione a Euro e Unione Europea non scende (quasi) mai sotto la soglia della maggioranza assoluta. Tra gli under-25 si attesta al 64%, scende al 56% tra coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni e si assesta al 60% tra gli adulti tra i 35 e i 64 anni. Il consenso verso questa posizione, però, tende a crescere in maniera importante tra gli anziani con oltre 65 anni, tra i quali raggiunge il 75%. Guardando alle professioni, emerge come siano soprattutto liberi professionisti (73%), oltre a impiegati e pensionati (entrambi 71%), ad essere maggiormente convinti della permanenza nell'Unione Europea e nella zona Euro. Un valore che non si discosta molto dalla media dell'area, invece, viene registrato tra casalinghe (66%) e studenti (65%), mentre scende al di sotto tra i lavoratori autonomi (59%), anche se tocca il minimo tra operai (47%) e disoccupati (45%).

La tentazione di uscire dall'Euro, pur rimanendo all'interno dell'Unione Europea, tende a crescere soprattutto tra le persone tra i 25 e i 34 anni (26%) o di età centrale (35-44 anni, 29%), oltre che tra gli adulti tra i 55 e i 64 anni (27%). Professionalmente, sono gli operai (36%), oltre ai disoccupati (33%) a mostrare il favore più ampio. Il consenso verso questa opzione, poi, si ferma intorno alla media dell'area tra i giovani (15-24 anni, 22%) o tra le persone tra i 45 e i 54 anni (21%), oltre che tra gli imprenditori (22%) e i tecnici (19%). Scende nettamente, invece, tra gli over-65 (6%), i liberi professionisti (17%), le casalinghe e i pensionati (entrambi 14%).

L'abbandono di Euro e Unione Europea, infine, trova i consensi più ampi tra le persone tra i 45 e i 54 anni (14%), oltre che tra i lavoratori autonomi (19%) e gli operai (15%), i disoccupati (18%) e le casalinghe (16%).


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 19-24 gennaio 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1011 persone (rifiuti/sostituzioni: 5153), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.08% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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