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OSSERVATORIO SUL NORD EST - PER IL NORD EST I VALORI DELLA RESISTENZA NON SONO PIŁ ATTUALI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
COSÌ IL NORD EST CANCELLA I VALORI DELLA RESISTENZA
[di Natascia Porcellato]

I valori della Resistenza sono ancora attuali? Nel giorno del 73° anniversario della Liberazione d'Italia dal nazifascismo, l'Osservatorio sul Nord Est si interroga su questo. Secondo i dati analizzati da Demos per Il Gazzettino, l'attualità dei valori della Resistenza viene riconosciuta dal 37% dei nordestini, mentre il 59% è di opinione opposta e li ritiene ormai sorpassati. Il 4%, inoltre, non si esprime sul quesito.

Oggi si tengono le manifestazioni che ricordano la fine della Lotta di Liberazione. I Monumenti ai Caduti sono puliti, circondati di bandiere, omaggiati con corone di alloro: di fronte a loro, compaiono le Amministrazioni locali, si fermano i cittadini, si suona il silenzio, si tengono i discorsi. È proprio girando in questo periodo che possiamo comprendere appieno quanto il Nord Est tutto -dai paesi più piccoli alle città; dalle montagne alle campagne- sia stato uno dei teatri principali di questo conflitto. Eppure, la Lotta di Liberazione non pare essere riuscita a diventare parte incontrovertibile della memoria collettiva. Perché il Paese si divide ancora, su quella storia, e si divide anche sul far propri gli ideali che avevano guidato la lotta contro il nazifascismo.

Come si caratterizzano i diversi settori sociali rispetto al tema dell'attualità dei valori della Resistenza? Anagraficamente, giovani under-25 e anziani con più di 65 (entrambi 45%), oltre a coloro che hanno tra i 55 e i 64 anni (43%), sembrano quelli maggiormente propensi a riconoscere l'attualità dei valori della Resistenza. Una posizione opposta, invece, che tende a negare la modernità di quei riferimenti, viene sostenuta soprattutto da persone tra i 25 e i 34 anni (72%), oltre che da coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (70%).

La divisione principale, però, sembra correre lungo il crinale della politica, tra destra e sinistra. La Resistenza e i suoi valori, infatti, sembrano essere largamente fatti propri dagli elettori che si collocano nel centrosinistra. I sostenitori di LeU (89%) e del Pd (65%), infatti, sono quelli in cui appare più ampia l'adesione ai valori della Resistenza. Spostandoci nell'area del centrodestra, osserviamo un netto rovesciamento delle posizioni. Secondo il 79% degli elettori di Forza Italia, i valori della Resistenza non sono più attuali; lo stesso orientamento riguarda il 75% di coloro che guardano alla Lega e l'80% di chi voterebbe per FdI. Maggiormente divisi tra sostenitori (45%) e detrattori (55%) sono gli elettori di +Eu-Cd, e delle posizioni simili sono osservabili tra chi si rifugia nell'area grigia dell'incertezza e della reticenza (rispettivamente: 46% e 51%).

Un orientamento del tutto peculiare, infine, sembra caratterizzare gli elettori del M5s. Tra quanti pensano di votare la formazione guidata oggi da Luigi Di Maio, è il 31% a riconoscere l'attualità dei valori della Resistenza, mentre il 54% nega questo tratto; interessante, però, è che tra i grillini la quota di chi non sa o non vuole esprimersi sale in maniera consistente, raggiungendo il 15%.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 30 marzo al 6 aprile aprile 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1066 persone (rifiuti/sostituzioni: 7999), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.00% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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