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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST, NON C' PATTO FRA LE GENERAZIONI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
PENSIONI, SEMPRE IN CRISI IL PATTO GENERAZIONALE
[di Natascia Porcellato]

Il patto generazionale che regge il sistema pensionistico e assistenziale italiano è a rischio? Guardando ai dati analizzati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, la risposta sembra essere (ancora) positiva. Quasi quattro nordestini su dieci, infatti, (39%) si dichiarano moltissimo o molto d'accordo con l'idea che "non è giusto che i giovani paghino i contributi per sostenere le pensioni e l'assistenza delle persone anziane, visto che in futuro rischiano di ricevere pensioni e assistenza molto più basse".

Guardando al 2016, quando il medesimo accordo veniva dato dal 44% dei rispondenti, la tendenza appare in calo (-5 punti percentuali). Ma se confrontiamo il valore attuale con quello di vent'anni fa, possiamo vedere quanto le crepe tra le generazioni si siano fatte profonde nel corso del tempo. L'idea che i giovani non debbano pagare i contributi che servono per le pensioni e l'assistenza agli anziani di oggi, in vista di un futuro molto più difficile per loro, nel 1998 raccoglieva il sostegno del 22% dei nordestini: il valore registrato oggi è più alto di +17 punti percentuali.

Analizziamo ora come cambiano le visioni in base alla classe d'età e alla categoria socio-professionale: partiamo dal fattore anagrafico. L'idea che le odierne pensioni e l'attuale assistenza agli anziani non debbano ricadere sui giovani, nella prospettiva di non ricevere trattamenti equiparabili in futuro, è largamente condivisa dai giovani stessi: raggiunge il 55% tra gli under-25 e sale fino al 61% tra quelli di età compresa tra i 24 e i 34 anni. Chi invece ha un'età centrale (35-44 anni) mostra un'adesione di poco superiore alla media dell'area (42%). Il sostegno tende a scendere in maniera piuttosto netta a mano a mano che si avvicina proprio l'età della pensione: si ferma al 32% tra gli adulti tra i 45 e i 54 anni, e scende ulteriormente, toccando i livelli minimi (25-26%), tra gli over-55.

Guardando alla categoria socio-professionale, poi, osserviamo ulteriori indicazioni interessanti. Sono in misura maggiore i disoccupati a ritenere che i giovani non debbano contribuire a pensioni e assistenza degli anziani in vista di trattamenti futuri molto più bassi: tra chi non ha un lavoro, l'adesione a questa idea raggiunge il 71%. La medesima opinione, però, ottiene la maggioranza assoluta dei consensi anche tra gli studenti (52%), mentre si ferma appena prima della soglia critica del 50% tra imprenditori e lavoratori autonomi (48%). Intorno alla media dell'area, invece, è l'adesione manifestata dagli operai (39%). A scendere sotto il valore registrato nel complesso delle tre regioni comprese nel campione sono gli impiegati, i tecnici e i funzionari (36%), le casalinghe (34%) e i liberi professionisti (35%). L'idea che i giovani non debbano pagare pensioni e assistenza degli anziani di oggi in vista di futuri trattamenti molto meno generosi, però, raccoglie il consenso minimo proprio tra chi oggi sta beneficiando del patto sociale tra generazioni: tra i pensionati, infatti, il valore si ferma al 24%.


NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 30 marzo al 6 aprile aprile 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1066 persone (rifiuti/sostituzioni: 7999), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.00% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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