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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: AUMENTA LA QUOTA DEI FAVOREVOLI A RESPINGERE GLI IMMIGRATI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
CHIUSURA DELLE FRONTIERE, AUMENTANO I CONSENSI
[di Natascia Porcellato]

Chiudere le frontiere? L'idea piace a molti in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e in provincia di Trento. Secondo i dati analizzati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, il 38% degli intervistati si è detto molto o moltissimo d'accordo con l'idea che "L'Italia dovrebbe chiudere le proprie frontiere anche respingendo i profughi in mare".

L'indagine che presentiamo oggi si è svolta qualche giorno prima dei fatti che hanno riguardato la nave Acquarius di recente. Il caso è stato scatenato dal neoMinistro degli Interni: Salvini, infatti, ha invitato la nave con a bordo oltre 600 profughi a dirigersi verso altri porti creando polemiche e reazioni, anche scomposte, in Europa. Lo stallo si è sbloccato con la disponibilità della Spagna all'approdo di Acquarius a Valencia.

Questo fatto, che può certamente aver influenzato l'opinione pubblica, non toglie interesse a quanto pubblicato su queste pagine. Rilevante è che, nell'arco di due anni, dal 2016 al 2018, la percentuale di persone che si dichiarano favorevoli a interventi radicali di chiusura delle frontiere sia salito di ben 7 punti percentuali, passando dal 31 al 38%.

Da osservare con attenzione, inoltre, sono le divisioni territoriali interne al Nord Est su questo tema. In Veneto, gli intervistati che mostrano accordo verso l'ipotesi di chiusura delle frontiere si attestano al 41%. Poco sotto la media dell'area, invece, è il valore registrato tra quanti vivono nella Provincia Autonoma di Trento (36%). Ma è in Friuli-Venezia Giulia che registriamo il dato più basso: qui il sostegno all'idea di chiudere il Paese anche respingendo in mare le barche si ferma al 28%.

Importanti, infine, sono le divisioni che possiamo osservare sotto il profilo politico. L'accordo verso l'opinione proposta, infatti, separa sia gli elettori di centrodestra e centrosinistra, sia gli attuali sostenitori degli azionisti del Governo, sia chi vota per partiti minori o appare incerto. Tra chi guarda ai partiti minori, innanzitutto, il valore si ferma al 14%, mentre raggiunge il 31% tra coloro che si collocano nell'area grigia dell'esitazione e della reticenza. All'interno del centrosinistra, invece, l'idea che le frontiere vadano chiuse raccoglie il consenso del 20% degli elettori di LeU, ma scende al 12-13% tra chi vota per il Pd o +Eu-Cd. Nell'ambito del Centrodestra, poi, i sostenitori di Forza Italia appaiono i meno propensi a soluzioni radicali in tema di profughi e respingimenti in mare (28%). Gli elettori dei partiti alleati alle elezioni del 4 marzo scorso, al contrario, offrono orientamenti marcatamente diversi. Il 66% di quanti guardano a FdI, infatti, si dichiara d'accordo con l'idea di chiudere il Paese anche rifiutando l'approdo alle navi. La medesima sensibilità (e percentuale: 66%) è presente anche tra i sostenitori della Lega. Gli elettori della formazione con la quale il partito di Salvini condivide il Governo, il Movimento 5 Stelle, però, sono di opinione molto diversa: tra di loro, la quota di chi condivide questa linea si ferma al 36%.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 4-6 giugno 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1018 persone (rifiuti/sostituzioni: 9492), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.07% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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