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OSSERVATORIO SUL NORD EST - VACANZE: A NORD EST QUEST'ANNO SARANNO DI PIŁ A FARLE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
FORTE SEGNALE ANTICRISI: SI TORNA A FARE VACANZA
[di Natascia Porcellato]

"Il più bel viaggio è quello che non è stato ancora fatto": e se lo dice Loïck Peyron, il più veloce velista del mondo, forse vale davvero la pena, appena possibile, programmare una fuga dalla quotidianità. E quale stagione migliore, se non quella estiva? Secondo i dati analizzati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, quasi un intervistato su due andrà in vacanza durante i prossimi mesi.

Guardando alla serie storica, possiamo vedere come siano cambiate le abitudini dei nordestini. Nel 2001, la quota di partenti (45%) era piuttosto simile a quella registrata oggi. Nel 2008, si iniziano a intravvedere le prime difficoltà (43%), confermate dal valore del 2011 (39%). Il vero e proprio crollo, però, lo registriamo due anni dopo: nel 2013, ad andare in vacanza è poco più di un intervistato su quattro (26%), evidente segnale della grave crisi economica che segnava anche quest'area. Un paio di anni dopo, mentre la ripresa si stava timidamente affacciando, torna a crescere la percentuale di persone che programmano un periodo di riposo (35%), anche se il vero e proprio riallineamento ai valori del 2001 lo registriamo quest'anno (48%).

Lo spartiacque tra chi parte e chi resta, oggi, sembra essere di natura generazionale. Le "ferie estive" sono già decise dal 71% dei giovani con meno di 25 anni, dal 70% di chi ha tra i 25 e i 34 anni e dal 55% di chi ha tra i 35 e i 44 anni. La maggioranza delle persone di età centrale (45-54 anni), invece, resterà a casa (57%), così come coloro che hanno tra i 55 e i 64 anni (60%) e tra gli over-65 (73%).

I momenti difficili appena lasciati alle spalle hanno modificato le abitudini dei nordestini? Se tra il 2001 e il 2011 la maggioranza dei vacanzieri prenotava soggiorni estivi che superavano la settimana, dal 2013 diventano più frequenti quelli limitati a sette giorni. Questi mutamenti possono essere legati alla maggiore incertezza lasciata dalle recenti difficoltà economiche, oppure ad una minore disponibilità economica delle famiglie, ma possono essere anche legati ad una diversa distribuzione dei giorni di riposo (e di viaggio) durante tutto l'anno.

Quello che nelle scelte dei vacanzieri estivi non sembra essere cambiato, invece, è l'amore per il mare: la stragrande maggioranza, oggi (75%) come nel 2001 (70%), lo sceglie come meta per il proprio riposo. La montagna, invece, mostra dei segnali di cedimento: se nel 2001 era il 20% a sceglierla per le proprie "ferie", diciassette anni dopo la quota si riduce al 12%. In aumento, invece, coloro che scelgono di visitare le città d'arte (9%, +3 punti percentuali).

Anche la sfida tra Italia ed estero non sembra lasciare spazio a dubbi. Pur avendo perso un po' di appeal nel tempo (-8 punti percentuali rispetto al 2001), il Belpaese viene scelto dal 72% dei nordestini per trascorrere le vacanze, mentre è il 28% a preferire il fascino di un Paese straniero. L'estero sembra suscitare maggiore attrazione tra giovani e adulti (25-44 anni), mentre la preferenza per l'Italia è (quasi) unanime tra gli over-65.




NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 4-6 giugno 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1018 persone (rifiuti/sostituzioni: 9492), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.07% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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