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OSSERVATORIO SUL NORD EST - FRA I GIOVANI DEL NORD EST SALE L'APPROVAZIONE PER GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
IL "RITOCCHINO", PERCHÉ NO? I GIOVANI LO APPROVANO
[di Natascia Porcellato]

"La bellezza ci può trafiggere come un dolore" scriveva Thomas Mann. E una certa parte di dolore, quando la bellezza è costruita chirurgicamente su un tavolo operatorio, senz'altro c'è. Ma quanto è accettata dal punto di vista sociale l'idea che si intervenga con il bisturi per modificare il proprio aspetto fisico con l'obbiettivo di migliorarlo? Secondo i dati raccolti da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, complessivamente, è il 31% dei nordestini ad essere moltissimo (6%) o molto (25%) d'accordo con l'idea che "È giusto che una persona, se desidera modificare l'aspetto estetico del proprio corpo, ricorra alla chirurgia".

Sono soprattutto i giovani con meno di 25 anni a giustificare il ricorso al "ritocchino": tra di loro, infatti, la percentuale supera la soglia della maggioranza assoluta (54%). Il medesimo traguardo viene sfiorato anche da coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni, tra i quali l'accettabilità della chirurgia a fini estetici raggiunge il 49%. In linea con la media dell'area, invece, sono i valori registrati tra le persone di età centrale: infatti non osserviamo scostamenti apprezzabili sia nella classe d'età che raccoglie coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (31%) che tra quelli che hanno tra i 45 e i 54 anni (29%). Il favore verso questa possibilità tende a scemare tra gli adulti tra i 55 e i 64 anni (24%) e, in misura ancora più marcata, tra gli anziani over-65 (16%).

In generale, inoltre, gli orientamenti di uomini e donne non si discostano dalla media generale (entrambi 31%). Se però consideriamo contemporaneamente genere ed età possiamo analizzare come cambino gli orientamenti non solo al passare dell'età, ma anche in base alle sensibilità di genere. Tra i più giovani, sono senz'altro le donne ad essere maggiormente a favore della chirurgia estetica rispetto agli uomini: tra le prime, infatti, la percentuale sale al 64%, mentre tra i secondi si ferma al 39%. Un accordo quasi perfetto, invece, sembra emergere tra uomini e donne tra i 25 e i 34 anni: uomini (49%) e donne (48%) mostrano la medesima propensione al ritocchino per bellezza.

Delle distanze piuttosto contenute, inoltre, sono registrabili anche tra coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni: in questo caso, sono le donne (33%) più che gli uomini (28%) a mostrare comprensione verso il bisturi, ma i due orientamenti non appaiono particolarmente distanti.

Tra quanti hanno tra i 45 e i 54 anni, invece, osserviamo una maggiore propensione degli uomini (36%) a giustificare il ricorso alla chirurgia estetica, mentre la simpatia femminile, in questo caso, si ferma al 21%.

Guardando agli adulti tra i 55 e i 64 anni, poi, emerge una più spiccata sensibilità femminile (30%) piuttosto che maschile (18%) all'idea che sia possibile modificare l'aspetto del proprio corpo tramite la chirurgia.

Tra gli anziani con oltre 65 anni, infine, sono gli uomini (22%) a mostrare maggiore comprensione verso il ritocchino estetico, mentre tra le donne lo stesso orientamento appare molto più limitato, fermandosi al 12%.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 4-6 giugno 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI e CAWI da Demetra. Il campione, di 1018 persone (rifiuti/sostituzioni: 9492), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.07% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione dell'indagine CATI-CAMI-CAWI.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it.

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