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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST DIVISO A METà FRA OTTIMISTI E PESSIMISTI SUL 2019

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
TRA DISINCANTO E TIMORI IL FUTURO DEL NORD EST
[di Natascia Porcellato]

Panevìn o pignarûl, fogherada o bubarata, casèra o bruja: questi sono solo alcuni dei nomi che riuniscono il Nord Est intorno all'antica tradizione di bruciare grandi cataste di legna tra il 5 e il 6 gennaio. Si perde nella notte dei tempi questo rito: risalente all'epoca precristiana, era un momento fondamentale dell'ambiente rurale che intendeva propiziare un buon raccolto nell'anno nuovo. Anche scrutare la direzione delle faville del falò in cerca di segnali premonitori era una pratica diffusa, rimasta irrinunciabile anche ai nostri giorni, così come il consumo di dolci tipici, come la pinza, e di vin brulè. In fondo, questo è un suggestivo momento di socialità e di comunità a cui, nell'epoca di Internet e dei social, il Nord Est non sembra proprio voler rinunciare.

Così, mentre lo storico Panevìn di Arcade (Treviso) ha dato un responso incerto, prevedendo un anno interlocutorio, vediamo cosa pensa l'opinione pubblica dell'area: secondo i nordestini, come sarà il 2019? Guardando ai dati raccolti da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, il 40% degli intervistati ritiene sarà migliore di quello che ci siamo da poco lasciati alle spalle, mentre è il 21% a temere un peggioramento. Un 2019 non dissimile dal 2018, invece, è l'attesa del 36% dei nordestini.

Quali sono le parole d'ordine pensando al futuro? Innanzitutto: la Speranza (38%), seguita, a distanza, dall'Incertezza (20%). In ambedue i casi, guardando alla serie storica, possiamo apprezzare una diminuzione delle adesioni rispetto al 2009, più netta per la speranza (-9 punti percentuali) che per l'incertezza (-2 punti percentuali). Seguono, sostanzialmente appaiati, coloro che individuano nel futuro un'Opportunità (12%) e quelli che ritengono faccia Paura (11%): per entrambi, osserviamo una crescita dalla rilevazione del 2009 (+3 e +4 punti percentuali). Lo Sconforto e l'Entusiasmo caratterizzano il 6 e 5% degli intervistati, e tutti e due mostrano cambiamenti modesti, rispetto al 2009. Chiudono, infine, l'Impazienza e l'Indifferenza, che raccolgono intorno al 4%, con variazioni contenute o nulle rispetto al 2009.

Un Nord Est diviso tra speranza e incertezza sembra quindi affacciarsi all'anno nuovo. Come si caratterizzano dal punto di vista sociale questi orientamenti?

La Speranza è un sentimento che sembra caratterizzare soprattutto le persone con oltre 65 anni (49%), mentre il valore più basso viene registrato tra i giovani under-25 (25%). Guardando al livello di istruzione, emerge come questo sentimento sia più diffuso tra quanti sono in possesso della licenza elementare (51%), mentre considerando la categoria socio-professionale rileviamo come i più speranzosi siano impiegati (42%), casalinghe e pensionati (entrambi 48%).

L'incertezza, invece, tende a crescere tra gli adulti tra i 55 e i 64 anni (25%), oltre che tra coloro che sono in possesso di un alto livello di istruzione (23%). Professionalmente, invece, ad avvertire maggiormente l'incertezza del futuro sono i liberi professionisti (23%) e gli operai (32%).


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 5-7 novembre 2018 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI e river sampling su social media da Demetra. Il campione, di 1005 persone (rifiuti/sostituzioni: 5695), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.1% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it.

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