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OSSERVATORIO SUL NORD EST - CRESCE NEL NORD EST IL CONSENSO ALLA PENA DI MORTE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
PENA DI MORTE IN ITALIA, IL CONSENSO SALE AL 36%
[di Natascia Porcellato]

"Perché si uccidono le persone che hanno ucciso altre persone? Per dimostrare che le persone non devono uccidere?": il paradosso della pena di morte è tutto in queste parole dello scrittore statunitense Norman Mailer. Secondo i dati di Amnesty International, nel 2017 si sono tenute 993 esecuzioni capitali: il trend, rispetto al recente passato, mostra una significativa riduzione (-4% rispetto al 2016 e -39% rispetto al 2015. I dati non considerano la Cina, dove sono segreto di Stato). Nel 2017, gli Stati totalmente abolizionisti erano 106, ma considerando quelli che nella pratica non applicano la norma il numero sale a 142.

Nel nostro Paese, la pena di morte ha visto vicende alterne. Dopo l'abolizione da parte del Regno d'Italia, nel 1889, la sanzione capitale venne reintrodotta dal Codice Rocco nel 1930, ma la Costituzione del 1948 l'ha posta nuovamente al di fuori delle sanzioni a disposizione della giustizia. Oggi, quali sono gli orientamenti di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento su questa, delicata, questione? Secondo i dati analizzati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est, il 36% degli intervistati pensa che "per i crimini più gravi ci vorrebbe la pena di morte".

Guardando al passato, possiamo osservare come questa opinione sia cambiata nel corso del tempo. Tra il 1997 e il 2002, il sostegno verso la pena di morte si attestava tra il 32% e il 34%. Tra il 2007 e il 2015, invece, i valori scendono sensibilmente, collocandosi rispettivamente al 27% e 28%. Con il 36% odierno, però, il balzo in avanti del consenso verso la pena capitale è di 8 punti percentuali.

Consideriamo il profilo di coloro che mostrano il favore più ampio verso questo istituto. Guardando al genere, osserviamo come questa richiesta provenga più dalle donne (40%) che dagli uomini (32%), mentre dal punto di vista anagrafico, rintracciamo una presenza superiore alla media tra i giovani (25-34 anni, 54%), le persone di età centrale (45-54 anni, 42%) e gli anziani over-65 (40%). Professionalmente, vediamo come il sostegno verso la pena di morte salga tra gli operai (49%) e, in misura ancora più marcata, tra i disoccupati (58%). La pratica religiosa, inoltre, offre ulteriori elementi: sono in misura maggiore coloro che non vanno in Chiesa a sostenere l'idea di reintrodurre la pena di morte (40%), mentre il favore scende tra chi la frequenta saltuariamente (39%) o assiduamente (25%).

Osserviamo, infine, l'influenza della politica. Gli elettori Forza Italia (39%) mostrano un'adesione non distante dalla media dell'area, mentre tra chi guarda ai partiti minori il consenso sale al 42%. Tra incerti e reticenti, il sostegno alla pena di morte si ferma al 27%, ma il valore più basso viene registrato tra chi guarda al Pd (14%). Il tema divide anche i sostenitori degli attuali alleati di Governo: la maggioranza degli elettori della Lega (51%) sostiene l'opportunità di reintrodurre la pena di morte, ma il favore sostanzialmente si dimezza tra chi voterebbe per il Movimento 5 Stelle (26%).


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 4-7 febbraio 2019 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1014 persone (rifiuti/sostituzioni: 7599), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 15 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.08% con CAWI) ed è stato ponderato in base alle variabili socio-demografiche. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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