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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL CITTADINO DEL NORD EST NON SI SENTE EUROPEO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
ESSERE EUROPEI? ORA È UN PO' MENO IMPORTANTE
[di Natascia Porcellato]

"Nei prossimi anni essere europei sarà molto più importante che essere italiani, francesi, etc etc": secondo i dati raccolti da {italicDemos per l'{italicOsservatorio sul Nord Est del {italicGazzettino questa opinione raccoglie oggi il consenso del 46% dei rispondenti. Guardando alla serie storica, però, possiamo vedere un andamento interessante. Nel 1997, era il 39% a giudicare più importante l'identità continentale rispetto a quelle dei singoli stati. Cinque anni dopo, registriamo una forte crescita legata probabilmente all'introduzione dell'Euro e al sentimento di grande entusiasmo che ne aveva accompagnato il primo periodo: nel 2002, il valore raggiunge infatti il 52%. Tra il 2007 e 2015, le percentuali si mantengono sostanzialmente stabili, intorno alla soglia del 50%. Con l'ultima indagine, però, registriamo una diminuzione di 4 punti percentuali che porta la quota di intervistati che ritengono in futuro sarà più importante essere europei che mantenere le identità dei singoli Stati al 46%.

Quali sono i settori che più di altri sostengono questa visione? Dal punto di vista anagrafico, sono in misura maggiore i giovani (under-25 anni) e gli anziani (over-65) a manifestare l'accordo più ampio verso l'idea che nei prossimi anni essere europei sarà più importante che essere italiani, francesi, etc etc (rispettivamente: 61 e 52%). Intorno alla media dell'area, invece, si fermano le persone tra i 25 e i 34 anni e gli adulti tra i 55 e i 64 anni (entrambi 49%). Gli intervistati di età centrale, invece, mostrano l'adesione minore all'opinione: tra di loro, infatti, le percentuali si attestano tra il 35 e il 38%.

Guardando all'istruzione, poi, osserviamo come l'identità continentale venga considerata in prospettiva futura più importante di quelle nazionali soprattutto da quanti sono in possesso di un diploma o una laurea (52%), mentre tra chi ha conseguito un titolo inferiore i valori si fermano intorno al 40-41%.
Guardando alla condizione socio-professionale, poi, emergono ulteriori indicazioni. Coerentemente con il dato anagrafico osservato prima, sono soprattutto gli studenti (77%) e i pensionati (53%), a cui si affiancano i liberi professionisti (60%), a pensare che nei prossimi anni sarà più importante essere europei che italiani, francesi, etc etc. Intorno al valore medio, invece, si fermano casalinghe (43%) e impiegati (48%), mentre le percentuali scendono sensibilmente tra disoccupati (32%) e imprenditori (35%), operai e lavoratori atipici (entrambi 33%).

Consideriamo, infine, le divisioni della politica. L'importanza futura dell'essere europei a discapito delle identità nazionali viene sostenuta soprattutto dagli elettori del Pd (79%) o da chi guarda ai partiti minori (64%), mentre i sostenitori di Forza Italia (43%) o chi è reticente (46%) si ferma intorno al valore medio. I sostenitori di Lega (26%) e Movimento 5 Stelle (32%), infine, sull'argomento sembrano piuttosto allineati nel ribadire la propria distanza dall'idea che nei prossimi anni le identità nazionali perdano rilievo rispetto a quella europea.


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 18-21 marzo 2019 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1000 persone (rifiuti/sostituzioni: 6704), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.10% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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