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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: CHI HA UN LAVORO NE SODDISFATTO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
FELICI DEL PROPRIO IMPIEGO 85 LAVORATORI SU 100
[di Natascia Porcellato]

Sono più di 90 i Paesi del mondo che dedicano al lavoro una giornata di festeggiamento e, per molti, quel giorno è oggi. Questo dato è interessante perché sottolinea proprio la centralità dell'impiego nella vita degli Stati e per la tenuta delle comunità che li compongono. Il lavoro, infatti, è stato ed è crocevia di cambiamenti e rivoluzioni, portatore di emancipazione e progresso, ma anche luogo di sottomissione e abusi.

Ed è proprio questo fattore, con tutte le sue contraddizioni, ad aver costituito l'ossatura di una rivincita che ha saputo risollevare un'area che era tra le più povere della Penisola, portandola a concorrere con le zone più ricche e industrializzate d'Europa. Nel territorio che ha fatto della vocazione laburista la propria identità, rispondere alla domanda, apparentemente semplice, "Come considera il suo lavoro oggi?" è un po' rivelare la propria natura più profonda. Secondo le analisi di Demos per l'Osservatorio sul Nord Est, la parola che più contraddistingue per i lavoratori la propria attività è: continuativa (68%). Precario è invece l'aggettivo scelto dal 17% dei nordestini, mentre flessibile (8%) e temporaneo (8%) si dividono le quote rimanenti.

Significativo è come cambino queste definizioni in base all'età. Il lavoro è continuativo soprattutto per adulti e anziani: è tra coloro che hanno più di 35 anni, infatti, che questa definizione raggiunge oltre il 70% dei consensi. Giovani e giovanissimi, invece, hanno una visione molto diversa sia rispetto a quella offerta dai più grandi, sia tra di loro. Per gli under-24, il 42% giudica il proprio impiego continuativo, ma il 34% sceglie come aggettivo temporaneo e il 17% lo trova flessibile; la precarietà non appare un sentimento caratterizzante (8%). Questo stesso tratto, però, sembra essere molto più presente tra i "fratelli maggiori". Tra coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni, infatti, pur osservando una propensione un po' più ampia a considerare continuativa la propria professione (48%), emerge nettamente la precarietà: questo è il secondo tratto (31%) che meglio descrive la loro condizione, superando temporaneità (14%) e flessibilità (8%)

Ma quanto sono soddisfatti i lavoratori nordestini del proprio impiego? Il 57% esprime un apprezzamento alto, mentre il 28% si attesta su valori medi e il 16% dichiara un basso gradimento.

Interessante, infine, è osservare la relazione tra la soddisfazione per la propria professione e la definizione che ne viene data. La maggioranza relativa dei lavoratori che si autodefiniscono precari mostra una soddisfazione per il proprio impiego bassa (44%), mentre i giudizi medi (28%) o alti (29%) sono più limitati. Coloro che giudicano il proprio lavoro temporaneo o flessibile manifestano un atteggiamento simile, pur con intensità diverse: l'insoddisfazione si riduce (rispettivamente: 20 e 17%), mentre cresce l'apprezzamento sia medio (45 e 35%) che alto (36 e 49%). È solo tra chi definisce il proprio impiego continuativo, però, che l'alta soddisfazione è più che maggioritaria, raggiungendo il 67%.




NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 18-21 marzo 2019 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1000 persone (rifiuti/sostituzioni: 6704), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.10% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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