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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NORD EST E LE BABY GANG

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
CONTRO LE BABY GANG? PSICOLOGI E POLIZIOTTI
[di Natascia Porcellato]

Si definisce "baby gang" quel fenomeno di microcriminalità organizzata attraverso cui minorenni attuano comportamenti devianti contro cose e persone. Sono diffuse per lo più, ma non esclusivamente, in contesti urbani e le loro imprese occupano ormai stabilmente le prime pagine dei quotidiani nazionali e locali. L'Osservatorio sul Nord Est riflette oggi su questa realtà, indagando l'orientamento dell'opinione pubblica sulla modalità più efficace per contrarla. Secondo i dati elaborati da Demos per Il Gazzettino, i nordestini appaiono piuttosto divisi. Il 49%, infatti, pensa che prima di tutto "devono muoversi i servizi sociali dei Comuni per inserirli in programmi di rieducazione sociale e familiare", mentre è il 46% a sostenere che "bisogna dare più poteri alle forze dell'ordine perché devono essere catturati e puniti con il carcere minorile".

Come si caratterizzano queste due visioni? La necessità di intervenire prima di tutto dal punto di vista della rieducazione sociale, attivando i servizi sociali dei Comuni, è presente in misura maggiore tra i giovani (18-24 anni, 64%) e tra gli adulti (55-64 anni, 56%). Guardando alla pratica religiosa, questa ipotesi si fa maggioritaria tra coloro che frequentano assiduamente i riti religiosi (55%), mentre se consideriamo il titolo di studio vediamo come tende a crescere tra chi è possesso di un diploma o una laurea (52%). Osservando la categoria socio-professionale, sono in misura maggiore pensionati (53%), liberi professionisti (58%), impiegati (52%) e, soprattutto, studenti (73%) a chiedere azioni di rieducazione sociale. Politicamente, poi, osserviamo come questa ipotesi tende a prevalere tra gli elettori del Partito Democratico-Siamo Europei (69%) e di Più Europa-Italia in Comune (82%), ma convince anche la maggioranza di chi voterebbe per Forza Italia (53%) e di coloro che guardano ai partiti minori o si rifugiano nell'area grigia dell'incertezza e della reticenza (entrambi 55%).

L'idea che per risolvere il problema delle baby gang bisogna dare maggiori poteri agli inquirenti per catturarli e punirli attraverso la reclusione in strutture minorili mette d'accordo la maggioranza dei giovani-adulti (25-34 anni, 51%) e, in misura più marcata, delle persone di età centrale (45-54 anni, 53%). Rispetto alla religiosità, invece, è tra chi frequenta la Messa saltuariamente (52%) che tende a prevalere l'idea che la soluzione del problema delle baby gang sia nella repressione. Se consideriamo la categoria socio-professionale, possiamo ottenere altre indicazioni interessanti: l'indicazione di usare il pugno di ferro contro questo fenomeno è trasversale e coinvolge imprenditori (51%) e operai (59%), casalinghe (57%) e disoccupati (67%). Guardiamo, infine, l'influenza della politica: l'idea di dare maggiori poteri alle forze dell'ordine per contrastare le baby gang raccoglie la maggioranza dei consensi tra i sostenitori di Fratelli d'Italia (67%), ma sembra anche mettere d'accordo gli elettori dei due attuali soci di Governo, Lega (61%) e Movimento 5 Stelle (62%).

NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 29 aprile e il 2 maggio 2019 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1028 persone (rifiuti/sostituzioni: 6579), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.05% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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