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OSSERVATORIO SUL NORD EST - A NORD EST LA CORRUZIONE SENTITA COME UN PROBLEMA GRAVE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
TANGENTOPOLI: PER L'80% L'ITALIA È ANCORA CORROTTA
[di Natascia Porcellato]

Tangentopoli inizia ufficialmente nel febbraio del 1992, quando Mario Chiesa, Presidente del Pio Albergo Trivulzio ed esponente del PSI milanese, venne arrestato mentre intascava una tangente. Ventisette anni dopo, però, sembra che la corruzione sia un ricordo che non vuole passare. Otto nordestini su dieci, infatti, si dichiarano, oggi come nel 2007, moltissimo o molto d'accordo con l'idea che "in Italia c'è troppa corruzione, la magistratura dovrebbe intervenire come all'epoca di Tangentopoli".

"Se hanno scheletri nell'armadio, li tirino fuori prima che li troviamo noi": così, nel dicembre 1993, Francesco Saverio Borrelli, allora a capo del pool di magistrati dell'inchiesta Mani Pulite e recentemente scomparso, ammoniva i candidati alle elezioni del 1994. Dopo di allora, nulla fu più lo stesso. Travolti dallo scandalo, scomparvero dalla scena politica i partiti e i leader che avevano guidato l'Italia nel secondo dopoguerra. Fu la fine della Prima Repubblica e l'inizio della Seconda, che con il dualismo tra centrodestra e centrosinistra costruito "sul muro di Arcore" ha caratterizzato l'Italia dalla metà degli anni '90 fino al 2008. Mentre oggi si parla di superamento anche della Terza Repubblica, quello che sembra persistere, come un filo rosso, è proprio l'aspetto corruttivo.

L'80% dei nordestini, infatti, ritiene che ci sia troppa corruzione e che la magistratura dovrebbe intervenire esattamente come fece con l'inchiesta Mani Pulite. Quali sono i settori sociali in cui questa istanza si fa più pressante? Innanzitutto, rileviamo come non si scenda, in alcun caso, sotto la soglia del 50%, segnale della sua diffusione e trasversalità.

Guardando alla categoria socio-professionale, vediamo come siano soprattutto i disoccupati (89%) e gli operai (85%) a sottolineare l'urgenza di un intervento della magistratura contro la corruzione. Intorno alla media dell'area, invece, si collocano i pensionati e le casalinghe (entrambi 83%), oltre ai tecnici, gli impiegati e i funzionari (77%). Al di sotto di questa soglia, poi, ritroviamo i liberi professionisti (69%) e gli studenti (76%). Il livello più basso, però, lo possiamo osservare proprio nella categoria che, negli anni '90, si ribellò al sistema tangentizio e denunciò alla magistratura gli illeciti: tra gli imprenditori e i lavoratori autonomi, infatti, il valore si ferma al 67%.
Consideriamo, infine, l'influenza della politica. È tra gli elettori del M5s che l'idea che in Italia ci sia troppa corruzione e che la magistratura dovrebbe intervenire come ai tempi di Tangentopoli si fa pressoché unanime (95%): d'altra parte, è proprio su questa questione che il partito fondato da Beppe Grillo ripone gran parte della propria identità. Sopra alla media dell'area, troviamo i sostenitori di +EU-Italia in Comune e dei partiti minori (85-86), mentre intorno a questa soglia si collocano gli elettori della Lega (80%) e del Pd (78%). La richiesta di una nuova tangentopoli, invece, sembra farsi meno pressante tra i sostenitori di FdI (66%) e Forza Italia (52%).



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 29 aprile e il 2 maggio 2019 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1028 persone (rifiuti/sostituzioni: 6579), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.05% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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