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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: IN CALO LA VOGLIA DI USCIRE DALL'EURO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
ORMAI VECCHIA E SORPASSATA L'IDEA DEL RITORNO DELLA LIRA
[di Natascia Porcellato]

Abbandonare l'euro e tornare alla lira appare un'ipotesi sempre meno desiderabile per i nordestini: questa sembra essere l'indicazione principale che emerge dai dati analizzati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino. Oggi, infatti, è poco più di un rispondente su cinque (21%) ad essere (moltissimo o molto) d'accordo con l'idea che "l'Italia dovrebbe uscire dall'euro e tornare alla lira".

L'andamento del consenso verso questa ipotesi appare peculiare. Tra il 2014 e il 2016, la quota di intervistati che ritiene preferibile lasciare la moneta unica e tornare a quella nazionale varia all'interno di pochi punti percentuali, compresi tra il 28 e il 31%. Nel 2017, invece, assistiamo a un'impennata dei consensi: viene raggiunta quota 36%. L'anno successivo, però, registriamo un primo, brusco, calo (25%), ulteriormente confermato dal valore osservato ora (21%).

Sono passati vent'anni da quando l'euro ha fatto il suo debutto nei mercati finanziati e diciassette da quando è iniziata la sua circolazione monetaria. Inizialmente, l'adozione della moneta unica ha riguardato undici paesi, tra cui l'Italia; oggi, il loro numero è salito a diciassette (senza contare la Città del Vaticano, San Marino, il Principato di Monaco e quello di Andorra che la adottano in virtù di accordi bilaterali con l'Italia, la Francia e la Spagna) facendo dell'Europa un continente in cui è possibile girare facendo largamente a meno dei money change.

La moneta unica, dunque, da quasi due lustri costituisce una realtà concreta e tangibile. Sarà forse per questo che i più giovani (18-25 anni) appaiono i meno convinti ad abbandonarla, immaginando un ritorno alla lira: tra di loro, l'adesione a questa ipotesi si ferma al 5%. Sopra la media dell'area, invece, ritroviamo una larga fascia d'età, che varia dai 25 ai 54 anni. Il consenso verso l'idea di abbandonare dell'euro, infatti, sale al 26% tra i giovani adulti (25-34 anni); tocca il suo massimo (41%) tra le persone di età centrale (35-44 anni); e si attesta al 25% tra quanti hanno tra i 45 e i 54 anni. Al contrario, questa ipotesi sembra suscitare poco appeal tra gli adulti (55-64 anni, 17%) e ancora meno tra gli anziani (9%).

Consideriamo, infine, le divisioni della politica. Gli elettori del Partito Democratico (2%) e quanti sostengono i partiti minori (5%) sono i più lontani dall'idea di abbandonare l'euro e tornare alla lira. Seppur in misura meno drastica, anche quanti sono vicini a Forza Italia non sembrano particolarmente tentati dall'ipotesi di abbandonare la moneta continentale e tornare a quella nazionale (15%). Intorno alla media dell'area, invece, ritroviamo quanti voterebbero per Fratelli d'Italia (19%) e il Movimento 5 Stelle (22%), oltre a coloro che si rifugiano dell'area grigia dell'incertezza e della reticenza (18%). Sono gli elettori della Lega quelli che più si mostrano sensibili all'idea di abbandonare l'euro e tornare alla lira, anche se la quota non supera la soglia della maggioranza assoluta: tra di loro, infatti, il valore non va oltre il 41%.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 9 e il 14 settembre 2019 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1006 persone (rifiuti/sostituzioni: 6579), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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