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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL NATALE A NORD EST

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
A NATALE SI AMA IL PRESEPE, PERÒ È MEGLIO FARE L'ALBERO
[di Natascia Porcellato]

Da Sesto al Reghena (Pordenone) ad Annone Veneto (Venezia); da Moruzzo (Udine) a Canale di Tenno (Trento); da Castelfranco Veneto (Treviso) e Castel San Giovanni di Bondone (Trento): questi sono solo alcuni dei luoghi in cui, tra il 22 dicembre e il 5 gennaio, ci saranno rappresentazioni di Presepi viventi. Impossibile elencarli tutti e impresa ancora più ardua cercare di contare quelli artistici allestiti in (quasi) tutto il territorio nordestino. Quella del Presepe, dunque, sembra essere una tradizione radicata e diffusa nella cultura popolare.

Ma come viene considerato oggi il Presepe? Secondo i dati dell'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, la maggioranza relativa degli intervistati di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento considera la rappresentazione della natività di Cristo soprattutto un "simbolo della nostra cultura cattolica" (46%). Il 28%, invece, ritiene il Presepe un simbolo religioso e il 17% di pace universale; per quasi un nordestino su dieci (9%), però, non ha alcun significato.

Eppure, nonostante queste radici forti e diffuse, sembra che nell'eterna sfida con l'Albero di Natale sia sempre quest'ultimo ad avere la meglio. Secondo le analisi di Demos, il 40% dei nordestini preferisce l'abete addobbato, mentre è il 27% a favorire il Presepe. Una quota sostanzialmente analoga (26%), poi, li ama in ugual misura e non può scegliere, mentre il 7% rifiuta entrambi senza distinzioni. Rispetto alle rilevazioni passate, possiamo osservare una sostanziale stabilità: non sembrano esserci variazioni significative né rispetto al 2010 né guardando al 2015. Le polemiche che si scatenano tutti gli anni nelle settimane prima di Natale intorno al Presepe (e che anche quest'anno non sono mancate, con la discussione sul Gesù di colore ad Azzano Decimo o quella sul presunto Presepe "proibito" di Mogliano Veneto) non stanno modificando gli orientamenti dell'opinione pubblica che continua ad assegnare un posto del tutto speciale all'abete addobbato.

Chi ama soprattutto il Presepe e chi l'Albero di Natale? La maggioranza (assoluta, 55%) degli under-25 si schiera dalla parte di quest'ultimo, ma l'opinione è condivisa anche dalla maggioranza (relativa, 48-49%) di chi ha tra i 25 e i 44 anni. Il favore si aggira intorno alla media dell'area tra gli adulti (45-54 anni, 41%), mentre scende al 35% tra coloro che hanno tra i 55 e i 64 anni. È solo tra gli over-65 che è possibile osservare il sorpasso del Presepe (42%) sull'Albero (31%) in termini di preferenze.

Guadando alla religiosità, poi, possiamo osservare ulteriori indicazioni. Il Presepe è preferito dalla maggioranza (52%) di chi frequenta assiduamente i riti religiosi, mentre l'Albero è favorito sia da chi non è praticante (58%) sia da chi si reca in Chiesa saltuariamente (43%). Tra questi ultimi, però, osserviamo anche una presenza superiore alla media di persone che li amano entrambi (30%).
Infine, che abbiate Alberi addobbati o Presepi di ogni forma e colore, entrambi o nessuno dei due: in ogni caso, auguri di un buon Natale.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 18 e il 21 novembre 2019 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1002 persone (rifiuti/sostituzioni: 4373), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.10% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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