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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: L'80 PER CENTO USA LO SMARTPHONE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
SMARTPHONE PER 8 SU 10, MA NON È COSA PER VECCHI
[di Natascia Porcellato]

Controlliamo e-mail e chattiamo con amici e colleghi; aggiorniamo status e postiamo stories sui nostri social network; scattiamo foto e selfie e arriviamo a destinazione grazie a navigatori; ci teniamo in forma con App dedicate e con altre ancora selezioniamo il nostro sottofondo musicale preferito: l'ultima cosa che ci viene in mente di fare, con lo smartphone, è proprio telefonare, e a maggior ragione da quando, dopo il lock-down legato alla pandemia da Covid-19, le chiamate sono state soppiantate dalle video-chiamate.

Ma quanto è diffuso oggi questo strumento in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e in provincia di Trento? Secondo i dati raccolti da Demos per il Gazzettino, il 78% dei nordestini ne possiede uno, mentre il 2% pensa di comprarlo a breve. Coloro che, oltre a non possederne uno, non intendono neanche acquistarlo, secondo le analisi dell'Osservatorio sul Nord Est sono il 19%: quasi un intervistato su cinque, dunque, oppone una netta contrarietà all'idea di avere uno smartphone.

Come varia il possesso di smartphone nei diversi settori sociali? Consideriamo innanzitutto il fattore anagrafico. Tra gli under-25, il possesso di questi device raggiunge l'89%, ma è tra le persone di età compresa tra i 25 e i 44 anni che la diffusione è pressoché totale (98-99%). Tra coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni, il possesso raggiunge il 93%, mentre tra gli adulti (55-64 anni) il valore si attesta intorno all'84%. Fin qui, dunque, la diffusione di questi apparecchi sembra ampia e piuttosto consolidata. È tra gli anziani con oltre 65 anni, però, che si apre una vera e propria frattura: tra di loro, infatti, è il 41% a dichiarare di possederne uno (e la maggioranza assoluta -52%- afferma di non volerlo proprio acquistare).
Se analizziamo l'influenza del titolo di studio, possiamo vedere come la diffusione di questi device cresca al crescere degli anni di istruzione. Tra chi è in possesso di un basso livello di istruzione, infatti, il tasso di possesso di smartphone si ferma al 29% (e il 61% dichiara che non intende averlo neanche in futuro), mentre raggiunge l'81% tra chi è ha conseguito la licenza media e supera il 94% tra chi dispone di un diploma o una laurea.

Considerando la categoria socio-professionale, infine, possiamo apprezzare ulteriori distinguo. La quasi totalità degli impiegati (98%) ha uno smartphone, e una quota del tutto identica è osservabile anche tra i liberi professionisti. Poco lontano (92%) si ferma il tasso di possesso che abbiamo rilevato tra operai e disoccupati, mentre un paio di punti percentuali in meno (90%) è quello rivelato dagli studenti. Tra gli imprenditori e i lavoratori autonomi, invece, è l'81% a disporre di questo device. Le categorie che più si allontanano, in negativo, dalla media dell'area, sono quelle delle casalinghe (69%) e, in misura ancora più marcata, dei pensionati (52%); tra di loro, inoltre, le percentuali di coloro che non intendono avere uno smartphone neanche in futuro raggiungono rispettivamente il 30 e 43%.


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 6 e l'8 maggio 2020 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1005 persone (rifiuti/sostituzioni: 4967), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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