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OSSERVATORIO SUL NORD EST - COVID, A NORD EST SI TEME UN NUOVO LOCKDOWN

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
LA CRISI PEGGIO DEL CONTAGIO. 7 SU 10 TEMONO IL LOCKDOWN
[di Natascia Porcellato]

Siamo ripartiti a maggio inoltrato, con ancora molti timori e tante speranze. Abbiamo trascorso un'estate più o meno come nulla fosse, con solo l'obbligo della mascherina nei luoghi chiusi a ricordarci dei mesi passati in casa. Ma ora che si affaccia settembre, le paure che si erano assopite nel caldo di luglio e agosto ripartono, e con loro tutti gli interrogativi non risolti, tra contagi che sono tornati, lentamente, a crescere, scuole da riaprire (e possibilmente tenere aperte) e una nuova vita da riorganizzare. Secondo i dati raccolti da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, l'ombra di un nuovo lock-down è lì, presente e ingombrante, nella mente dei nordestini: a temere molto (23%) o abbastanza (44%) che la misura sia imposta è complessivamente il 67% dei rispondenti.

L'opinione pubblica dell'area, però, appare piuttosto divisa tra chi manifesta più preoccupazione per il contagio da Covid-19 (46%) e quanti invece temono maggiormente gli effetti della crisi economica e sociale che si sta sviluppando (54%). La ripresa del contagio si fa maggioritaria tra i più giovani (56%) e gli anziani con oltre 65 anni (60%), mentre nelle classi d'età centrali (25-54 anni) tende a prevalere il timore per la crisi economica e sociale (59-66%). Se consideriamo la condizione occupazionale, invece, vediamo che la ripresa della malattia tende a essere più presente tra operai (51%) e pensionati (61%), mentre la crisi economica e sociale appare lo spettro più inquietante per impiegati (58%), disoccupati (69%), liberi professionisti (72%) e imprenditori (73%).

L'attesa per un vaccino che risolva la battaglia contro il Covid-19 è alta: ma quanti saranno disposti a sottoporvisi, quando sarà disponibile? Poco più di sei nordestini su dieci (61%) dichiara che lo farà sicuramente (32%) o probabilmente (29%), mentre a mostrare contrarietà a questa ipotesi è quasi un intervistato su tre (32%). Consistente anche la quota di intervistati che non si esprime (7%).
La propensione più larga alla vaccinazione è rintracciabile tra gli under-25 (86%), i giovani tra i 25 e i 34 anni (70%) e gli anziani con oltre 65 anni (65%). Dal punto di vista socio-professionale, invece, l'apertura più ampia verso l'ipotesi di vaccinarsi contro il Covid-19 è osservabile tra gli impiegati (67%), i pensionati (68%) e i disoccupati (71%), oltre a, e in misura ancora più marcata, gli studenti (89%).

I settori sociali che manifestano più perplessità rispetto a questa ipotesi, invece, mostrano una presenza superiore alla media di persone di età centrale e, in misura ancora più decisa, adulti. L'idea di vaccinarsi, infatti, è respinta dal 42% di chi ha tra i 35 e i 44 anni, ma il valore sale al 50% tra le persone tra i 45 e i 54 anni. Guardando alle professioni, invece, è soprattutto tra le casalinghe (37%), gli operai e i liberi professionisti (entrambi 39%) che il rifiuto verso il vaccino tende a crescere, anche se è tra i lavoratori autonomi (60%) che la quota ai allarga fino a superare la soglia della maggioranza assoluta.



NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 27 agosto e il 1 settembre 2020 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1004 persone (rifiuti/sostituzioni: 6803), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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