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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: L'UNIONE FRA PICCOLI COMUNI ╚ APPREZZATA, MENO LA FUSIONE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
PICCOLI COMUNI, UNIONI MA SENZA VERE FUSIONI
[di Natascia Porcellato]

Meno Fusioni, più Unioni: sembra essere questa l'indicazione che emerge dai dati analizzati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino in tema di associazionismo comunale. Rispetto a quattro anni fa, tende a perdere appeal l'idea che i Municipi debbano lavorare per fondersi in realtà più grandi: nel 2016 era il 42% a sostenere questa ipotesi, mentre oggi la quota si riduce al 30%. Nello stesso arco di tempo, a crescere (dal 32 al 39%) è il fascino delle Unioni, strane creature che mettono insieme (alcuni) servizi e funzioni, ma consentono ai Comuni di sopravvivere come luoghi di rappresentanza. Stabile (22%) è la quota di chi ritiene non debba cambiare nulla.

Come si caratterizzano questi orientamenti dal punto di vista sociale? La quota di chi vuole le cose così come sono e resiste ad ogni sirena di aggregazione tra Municipi tende a crescere soprattutto tra i giovani under-25 (28%) e le casalinghe (29%).

All'opposto, chi preferirebbe lavorare per creare delle Fusioni vede una presenza superiore alla media di persone adulte (55-64 anni, 40%) e anziane (34%), oltre che di pensionati (40%).

L'ipotesi dell'Unione, invece, mostra un profilo più articolato: si dichiara a favore di questa soluzione il 52-53% degli under-35, il 46% di coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni e il 48% delle persone di età centrale (45-54 anni). Professionalmente, l'idea di creare un'Unione piace in misura maggiore a impiegati (50%) e liberi professionisti (45%), imprenditori e lavoratori autonomi (51%), studenti (53%) e disoccupati (45%).

Nel Paese delle forti identità locali, parlare di associazionismo comunale può sembrare un azzardo. Eppure, tra costanti riduzioni di trasferimenti da Roma, invecchiamento (e pensionamento) dei dipendenti, complessità che in questi anni ha aggravato il lavoro pubblico, questa strada è diventata una tentazione sempre più forte e una realtà sempre più frequente. Solo considerando l'ultimo decennio, le Fusioni di Comuni sono state 29 in Trentino-Alto Adige, 5 in Friuli-Venezia Giulia e 12 in Veneto. Sul versante delle Unioni, invece, se ne contano 44 in Veneto, 18 in Friuli-Venezia Giulia e altrettante in Trentino-Alto Adige (dati Ancitel 2020).
Ma quanti vivono in realtà che hanno già attuato forme di associazionismo comunale? E come le giudicano? Il 20% degli intervistati dichiara di risiedere in un Comune che si è fuso con altri o che fa parte di un'Unione (+5 punti percentuali rispetto a quattro anni fa). Tra di loro, il giudizio sugli effetti di queste iniziative appare piuttosto controverso, e in peggioramento, su ogni fronte: il 43% ha notato un miglioramento dei servizi (-3 punti percentuali rispetto al 2016), mentre è l'11% ad aver apprezzato una diminuzione delle tasse locali (-8 punti percentuali negli ultimi 4 anni).

Chi è ancora esterno a queste dinamiche, cosa vorrebbe per il suo Comune? A mostrare interesse per Unioni (17%) o Fusioni (18%) è una quota minoritaria, che non va oltre il 35%: la maggioranza, infatti, auspica che le cose restino così, esattamente come sono oggi (58%).






NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 27 agosto e il 1 settembre 2020 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1004 persone (rifiuti/sostituzioni: 6803), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.sondaggipoliticoelettorali.it


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