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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: SI GIOCA ANCORA D'AZZARDO

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
NEGLI ANNI DI CRISI SI GIOCA D'AZZARDO, MA NON AL LOTTO

L'Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos, indaga oggi intorno alla diffusione del gioco d'azzardo. Nell'ultimo anno, il 38% dei rispondenti ha comprato un gratta e vinci, mentre il 17% ha giocato al superenalotto. A poca distanza (16%) si fermano coloro che si sono rivolti al più classico dei classi, il lotto, mentre è l'8% ad avere giocato alle slot machine.

Il gioco d'azzardo è un tema dolorosamente controverso. Nella sua forma patologica, è un problema sociale che crea gravi danni e che richiede interventi territoriali crescenti, con un grande impegno delle ASL e dei Comuni. Dall'altra parte, però, costituisce un'entrata ampia e sicura per Stato e pubblici esercizi. Da qui, un conflitto permanente tra ordinanze e regolamenti di Comuni che vorrebbero limitare, se non eliminare, tale fenomeno, e gli inevitabili ricorsi degli esercenti. Sullo sfondo, restano le campagne di prevenzione alla ludopatia che si susseguono nel tempo.

Ma quanto è cambiato il consumo di gioco nel Nord Est? E quale profilo possiamo individuare per ogni tipo di gioco?

Nel 2006, era il 22% ad aver comprato almeno una volta un gratta e vinci; la percentuale raddoppia (44%) nel 2010 e si mantiene poco lontana anche nel 2018 (41%), salvo scendere al 38% oggi. Sono in misura maggiore i giovani tra i 25 e i 34 anni (48%), le persone di età centrale (35-44 anni, 46%) e gli adulti tra i 45 e i 54 anni (45%) a tentare la fortuna grattando patine colorate. Dal punto di vista socio-professionale, inoltre, emerge una certa trasversalità: ad acquistare più frequentemente gratta e vinci sono operai (48%) e disoccupati (47%), imprenditori e lavoratori autonomi (42%), impiegati (44%) e liberi professionisti (42%).
Guardando al superenalotto, poi, osserviamo come nel 2006 fosse praticato dal 21% dei nordestini; la percentuale sale al 34% quattro anni più tardi e si assesta tra il 15 e il 17% nelle ultime rilevazioni. Oggi, la tentazione della vincita milionaria attraverso questo gioco è più frequente tra le persone tra i 25 e i 44 anni (22-23%), mentre guardando alla professione emerge una certa propensione di liberi professionisti (29%), impiegati (21%) e imprenditori (24%).

Un andamento simile a quello del superenalotto è osservabile anche per il lotto: tra il 2006 e il 2010, la percentuale di chi si affidava ai numeri estratti nelle diverse ruote si aggirava intorno al 24-27%; scende al 17% nel 2018 e si assesta al 16% odierno. In questo caso, il consumo tende a crescere tra le persone tra i 35 e i 44 anni (23%), oltre che tra i liberi professionisti (21%) e le casalinghe (22%).
Infine, consideriamo le slot machine: due anni fa, era il 6% ad ammettere di averci giocato almeno una volta, mentre oggi la quota sale all'8%. È interessante (e piuttosto preoccupante) che il fenomeno tenda a crescere in alcune, ben definite, categorie: le slot machine sono state usate almeno una volta nell'ultimo anno dal 14% degli operai e dal 16% dei liberi professionisti; ma, in misura ancora più marcata, dal 24% degli under-25 e dal 19% dei giovani tra i 25 e i 34 anni.


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 27 agosto e il 1 settembre 2020 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1004 persone (rifiuti/sostituzioni: 6803), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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