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LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI

La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica.
DRAGHI PIACE GIÀ PIÙ DI CONTE E IL 52% LO VUOLE FINO AL 2023
[La Repubblica, 7 febbraio 2021]

Nuovo anno, nuovo governo. Guidato da Mario Draghi. Una scelta che potrebbe ottenere una larga base di consensi, non solo in Parlamento, ma fra i cittadini, come emerge dal sondaggio condotto nei giorni scorsi da Demos per l'Atlante Politico di Repubblica. Si tratta di una svolta difficile da prevedere, solo un mese fa, in quanto Giuseppe Conte sembrava disporre, ancora, della maggioranza, in Parlamento. E soprattutto fra i cittadini, come emergeva dai sondaggi d'opinione condotti dai principali istituti demoscopici.

Invece, in poche settimane, anzi, in pochi giorni, tutto è cambiato. Conte ha dovuto dimettersi, dopo aver verificato ostacoli e difficoltà, sul cammino della conferma. Soprattutto da parte di Matteo Renzi e del suo "partito personale", Italia Viva. Che ha un peso limitato, sul piano elettorale, ma non in Parlamento. Così oggi ci troviamo a ragionare su un nuovo - possibile, anzi probabile - governo. Guidato da Mario Draghi, già a capo della Banca d'Italia e della Bce. Una scelta dettata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per garantire, al Paese, una guida politica autorevole. Di fronte ai cittadini e alla Ue. Per questo è lecito definirlo "governo del Presidente". Perché affidato dal "Presidente" della Repubblica al "Presidente" della Bce, in carica fino a un anno e mezzo fa.

Nonostante si tratti di un "soggetto nuovo" e non particolarmente noto all'opinione pubblica, questa scelta, secondo il sondaggio di Demos, è condivisa da oltre due terzi dei cittadini (intervistati). Distribuiti in misura diversa, in base all'orientamento politico, ma comunque maggioritario. Soprattutto fra gli elettori del Pd. Dove raggiunge l'85%, cioè, quasi la totalità. Tuttavia, sfiora il 70% anche nella base della Lega e dei Fratelli d'Italia, probabilmente appagati dalle dimissioni di Conte. Nonostante le perplessità dei gruppi dirigenti e la posizione apertamente contraria espressa da Giorgia Meloni. Meno ampio appare il sostegno fra gli elettori di Forza Italia e, ancor più (meno...), del M5S. Internamente diviso, tanto più dopo le dimissioni Conte.

Nel complesso, il gradimento dei cittadini nei confronti di Draghi appare altissimo: 71%. Ma è interessante sottolineare anche il grado di fiducia verso Conte, apprezzato da quasi due terzi degli italiani. In fondo alla graduatoria, invece, incontriamo Matteo Renzi, l'artefice della "sfiducia", che pare essersi ri-volta contro di lui. Come verso i leader del M5S, da Grillo a Di Maio, da Crimi a Di Battista. In alto, nella graduatoria, dopo Conte, vi sono il ministro Roberto Speranza e il commissario europeo Paolo Gentiloni. Entrambi in crescita significativa, per effetto dell'azione svolta in ambito sanitario e nei confronti della Ue. Due riferimenti importanti, prioritari, di questa stagione, sul piano politico. Ma, soprattutto, della vita pubblica, sociale. Personale.

Appare elevato anche il gradimento verso i principali leader politici, di maggioranza e di opposizione: Giorgia Meloni, insieme a Dario Franceschini, in crescita di consensi. Come Silvio Berlusconi e Nicola Zingaretti, allineati a Matteo Salvini. Si tratta di un profilo "stabile", coerente con la personalizzazione dei partiti, a loro volta sostanzialmente "stabili", nelle stime di voto. Comunque, molto meno accreditati rispetto ai due Presidenti. Attorno ai quali sembra stringersi larga parte del Paese. Per affrontare "insieme" la minaccia incombente del virus. E della crisi economica. Mentre l'artefice della crisi, Matteo Renzi, continua a intercettare pochi elettori. Non solo secondo questo sondaggio.

Mario Draghi, dunque, riscuote grandi consensi e suscita grandi attese. E questo è sicuramente un vantaggio, ma potrebbe divenire un problema, nei prossimi mesi. Di fronte alle prospettive del governo, infatti, le opinioni si dividono. La maggioranza dei cittadini guarda lontano: fino alla conclusione della legislatura, comunque, oltre un anno. Ma oltre 4 italiani su 10, più vicini ai partiti di centro-destra, auspicano, invece, un "governo di passaggio". Di breve durata. Un governo di "urgenza", che affronti i problemi più "urgenti". E ci conduca a nuove elezioni. In tempi, possibilmente, stretti. Un governo ibrido. Anche nella composizione. "Tecnici" e "politici" affiancati. Perché questa crisi è sicuramente "politica", indotta dalla difficoltà di costruire maggioranze "politicamente" stabili e solide. Specchio di un elettorato "politicamente" in-stabile e frammentato.

Ma la crisi riflette, al tempo stesso, l'insicurezza che pervade e agita la società, minacciata dal virus e dalla crisi economica.
La figura di Draghi, per questo, è vista con largo favore, perché combina entrambi i requisiti richiesti dai cittadini per guidare il Paese. È un "tecnico", ma, al tempo stesso, un "politico". Un presidente Tecno-Politico, che risponde alla domanda, crescente, nell'ultimo anno, di un "Capo" autorevole. Del quale fidarsi. Al quale af-fidarsi. Prima di rassegnarsi alla "resa dei conti" elettorale. Una "resa", appunto, che riaprirebbe divisioni e conflitti. Senza certezze. Perché oggi l'unica certezza, per l'Italia, è che siamo un Paese senza certezze.

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