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Le mappe di Ilvo Diamanti
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LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI

La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica.
PRIMA MERKEL, CALA PUTIN E TRA I PIŲ AMATI SPUNTANO BIDEN E VON DER LEYEN
[La Repubblica, 29 marzo 2021]

L'attenzione dei cittadini verso le vicende internazionali, in Italia, è cresciuta, negli ultimi anni. Insieme alla consapevolezza di quanto la nostra condizione economica e la nostra sicurezza dipendano da ciò che avviene oltre i nostri confini. In Europa, ma anche altrove. Negli Usa, in particolare, dove, di recente, si sono svolte le elezioni, che hanno sancito il successo di Joe Biden su Donald Trump. Un Presidente che ha diviso l'opinione pubblica non solo negli Usa. Peraltro, lo sguardo sul mondo si concentra, in misura crescente, sui leader. Sui "Capi" di Stato e di governo. Perché la comunicazione "mediale" e "digitale" ha personalizzato l'immagine "globale" della politica. E ha "presidenzializzato" la rappresentazione degli stessi Stati. Per questo è interessante osservare come i leader internazionali siano percepiti da noi. E come il giudizio nei loro confronti sia cambiato negli ultimi anni. Il sondaggio condotto da Demos fornisce, al proposito, alcune indicazioni interessanti. E, ritengo, non del tutto prevedibili.

La leader più stimata
Il, o meglio, "la" leader più stimata, fra i soggetti considerati nel sondaggio, è la cancelliera tedesca Angela Merkel. In carica dal 2005, come ha annunciato da tempo, non si ricandiderà. Tuttavia, continua ad essere apprezzata anche in Italia, dove ottiene il 64% di giudizi positivi (fra gli intervistati). Un dato cresciuto di 17 punti percentuali negli ultimi due anni. Riflette l'importanza assunta dalla Germania e dalla Merkel, in ambito non solo europeo. A 6 punti di distanza, segue il (neo)presidente degli Usa, Joe Biden, con il 58%. Mentre il predecessore, Donald Trump, si posiziona molto più in basso, con il 21% di gradimento. Peraltro: 13 punti meno di due anni fa. Dietro a Trump, a chiudere la graduatoria, vi sono i leader di due Paesi molto diversi e distanti fra loro. Viktor Orbán, primo ministro ungherese, e Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare cinese. L'unico aspetto che li accomuna è, forse, lo stile autoritario di governo. Entrambi, infatti, dispongono di "pieni poteri". Che utilizzano anche per allungare il loro mandato. Senza limiti.

Il gradimento della von der Leyen
Molto apprezzata risulta anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea dal luglio 2019. Ottiene un gradimento del 47%, fra gli intervistati. Un dato interessante, visto l'atteggiamento scettico, se non diffidente, dimostrato dagli italiani nei confronti della Ue. Da molti anni. Si tratta di un "segno significativo" di come, nel nostro Paese, stia cambiando la percezione verso l'Europa e la Ue. In seguito ai sostegni finanziari - e ai prestiti - ottenuti. Necessari, in questa fase di profonda crisi. Economica e socio-sanitaria.

Risulta pressoché stabile (dal 43% al 42%) il giudizio verso Vladimir Putin. Il presidente della Federazione Russa, al quarto mandato, anche se non consecutivo. Pare deciso proseguire ancora a lungo il proprio percorso di governo.

Poco più in basso, nella valutazione degli italiani, si pone il presidente francese, Emmanuel Macron. Ottiene il 40% di giudizi positivi. In netta crescita: 13 punti in più negli ultimi due anni. E, soprattutto, largamente davanti a Marine Le Pen. Leader del RN, sua sfidante nel ballottaggio, alle presidenziali del 2017, si attesta sul 29% di gradimento, come due anni fa.

Fra i due esponenti francesi si frappone Boris Johnson, Primo Ministro del Regno Unito. Va chiarito che l'atteggiamento verso i leader e verso i loro Paesi non coincide, necessariamente. Anche se, come abbiamo detto, si tratta di una tendenza favorita dalla "globalizzazione mediatica". Che spettacolarizza ogni evento "interessante per i nostri interessi". Economici e politici. Tuttavia, proprio per questo è utile osservare le differenze d'opinione che emergono in base alla posizione politica degli italiani. Perché l'immagine dei leader indica con efficacia la geo-politica del sentimento sociale.

La valutazione trasversale
Sotto questo profilo, Angela Merkel si conferma un riferimento "trasversale". Infatti, si colloca fra i primi 3 nella graduatoria di tutti gli elettorati. Tuttavia, ottiene la crescita più elevata fra gli elettori della Lega (+27%). Segno di un mutamento di opinione in senso "europeo". La base elettorale del (recente) governo "giallo-rosa" (Pd - M5s) esprime una graduatoria speculare. Nella "terna" dei preferiti, infatti, oltre e davanti alla presidente della Commissione europea, si pongono Angela Merkel e Joe Biden. Mentre nel Centro-Destra svetta la figura di Putin, di cui è nota la "confidenza" con Salvini e, prima ancora, con Berlusconi. Amico personale di lunga durata. Peraltro, fra gli elettori dei Fd'I, Putin si conferma "il migliore".

Tuttavia, il gradimento che riceve Ursula von der Leyen sottolinea la proiezione europea di "tutti" i partiti. Compresi quelli che in passato avevano assunto posizioni euroscettiche o palesemente euro-ostili. Ad eccezione dei Fd'I. Non per caso. Perché, oggi più che mai, confermano la vocazione di "destra nazionale". Rafforzata dal gradimento espresso per Marine Le Pen. I Fd'I interpretano, così, il ruolo di unico partito oggi all'opposizione di un governo "tutti meno uno". Raccolto intorno a Draghi. Il garante presso l'Europa del nostro debito. Presso gli italiani: del sostegno europeo. E viceversa.

Così, mentre il mondo incombe su di noi, noi lo guardiamo, attraverso i volti dei Capi. I quali, a loro volta, ci guardano. E ci parlano. Attraverso i canali mediali e digitali. Protagonisti di uno spettacolo senza fine. Del quale noi siamo spettatori. Ma anche comparse. Attori involontari.

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