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LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI

La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica.
VACCINI, GLI ITALIANI CON DRAGHI SÌ ALL’OBBLIGO DA OTTO SU DIECI
[La Repubblica, 4 settembre 2021]

Il sostegno al governo guidato da Draghi, per quanto in calo, si conferma largamente maggioritario. Lo sottolinea il sondaggio condotto da Demos per l'Atlante Politico di Repubblica, nei giorni scorsi. Comunque, la figura del Capo del Governo rimane la più accreditata, presso gli italiani, rispetto a tutti i leader politici. La fiducia nei confronti del governo Draghi, infatti, è condivisa dai due terzi dei cittadini. Anzi, perfino un po' di più: 67%. Il consenso ai partiti, invece, appare stabilmente instabile e frammentato. «Fin troppo equilibrato, per garantire un effettivo equilibrio» e suggerire prospettive chiare. I Fratelli d'Italia (20,8%), ad ogni modo, proseguono la loro "ascesa" e superano la Lega (19,6%). A sua volta poco sopra al PD (19,3). E ciò contribuisce a spiegare le polemiche sollevate da Salvini e Letta. Vi sono dunque, tre partiti nello spazio di un punto. Mentre il M5S è un po' più indietro. Ma, appunto, di poco. E in risalita (16,6%). Più lontano, si colloca Forza Italia. Ormai sotto l'8%. Mentre tutti gli altri partiti sono stabili: sotto il 3%.

Questo profilo "frammentato" trova conferma nel grado di popolarità dei leader. Anch'esso in calo, pressoché per tutti. Pur mantenendo le distanze e le differenze osservate e misurate negli ultimi mesi. Così, Mario Draghi continua a guidare la graduatoria con il 69% di fiducia personale: 8 punti in meno rispetto a luglio, ma comunque 14 in più, rispetto a Giuseppe Conte. A sua volta in calo. Come tutti leader degli gli altri partiti principali. Per primi, il ministro della Sanità Roberto Speranza, il Commissario europeo Paolo Gentiloni e la leader dei Fd'I, Giorgia Meloni. Anch'essa, diversamente dai Fd'I, in calo sensibile: - 7 punti. Perdono consensi, per quanto in lieve misura, anche Matteo Salvini, Luigi di Maio e gli altri leader considerati. Compresi Enrico Letta e Silvio Berlusconi. E quindi, a seguire, Carlo Calenda, Matteo Renzi.

Insomma, è difficile individuare tendenze e prospettive chiare in un quadro politico fin troppo equilibrato. A suo modo, stabile. E quindi "instabile". A causa del Covid. E delle "cautele" imposte dal governo, per evitare nuovi contagi. Com'è avvenuto proprio un anno fa, quando il Virus ha ripreso la sua corsa. Favorito dal venir meno delle "paure" e delle, conseguenti, cautele. Così gli effetti sul piano politico si vedono, ma incidono sulla popolarità del governo in misura limitata. Perché il cammino del Virus procede, ma è frenato dalla diffusione dei vaccini, che, ormai, coinvolge il 70% degli italiani sopra i 12 anni, secondo i dati del Ministero della Salute. Il sondaggio di Demos, su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne, alza questo dato all'84%. Oltre il doppio, rispetto allo scorso maggio, quand'era poco sotto al 40%. Parallelamente, la quota di chi non si è vaccinato e non intende farlo è pressoché dimezzata. Poco sopra il 6%. E cresce solamente fra i lavoratori autonomi e i disoccupati.

Lo stesso orientamento si osserva nei confronti dell'obbligo vaccinale, ritenuto necessario per tutti dal 64% dei cittadini e da un ulteriore 17% per le categorie più esposte. In primo luogo, gli operatori sanitari.

Una misura simile a quella delle persone favorevoli al cosiddetto Green Pass, riconosciuto e assegnato a coloro che si sono vaccinati. Un Pass che permette di accedere liberamente a eventi e luoghi pubblici. Il consenso verso questo documento - e provvedimento - appare generalizzato e trasversale. Totale, fra gli elettori del PD. Ma larghissimo anche presso la base degli altri partiti. Condiviso da oltre l'80%, fra chi vota per il M5S e FI. E da tre quarti dei votanti di Lega e dei Fd'I. I due partiti che, peraltro, esprimono maggior distacco e dissenso verso l'uso di questo strumento.

È la stessa geografia politica che caratterizza le opinioni di chi considera il Green Pass una limitazione alla libertà personale e, dunque, alla democrazia. Questo orientamento risulta maggiormente esteso fra gli elettori dei Fd'I e della Lega. Ma appare, comunque, "largamente minoritario", anche tra di loro.
Tuttavia, il Virus e gli strumenti per frenarne la diffusione non appaiono la sola minaccia alla sicurezza degli italiani. Che si sentono turbati anche dalla situazione in Afghanistan, dopo la "partenza" dell'esercito USA. Per le conseguenze che questa scelta ha già avuto e avrò sul popolo afghano. Sulla loro vita. E sul futuro della loro democrazia. Ma gran parte degli italiani è preoccupata dalla possibile ripresa della minaccia terrorista in Occidente. Mentre inquieta molto meno, ma, comunque, "molto", il possibile flusso di profughi verso di noi.

Insomma, l'estate sta finendo, ma non è chiaro ciò che succederà. Di certo, il nostro futuro resta incerto. Sul piano della sicurezza, della stabilità politica. Perfino Draghi, agli occhi dei cittadini, appare in difficoltà. Ma rimane il "solo" riferimento credibile. In grado di offrire sicurezza in tempi così insicuri. Tuttavia, appare "troppo solo" per farci sentire davvero sicuri.

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