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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL GIUDIZIO DEL NORD EST SUI PROPRI IMPRENDITORI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
IMPRENDITORI DEL NORD EST BRAVI, MA IL "MITO" È FINITO
[di Natascia Porcellato]

L'Osservatorio sul Nord Est di oggi si concentra sul giudizio dell'opinione pubblica dell'area sulla classe imprenditoriale di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento. Secondo i dati elaborati da Demos per Il Gazzettino, il 40% dei nordestini giudica i propri imprenditori migliori rispetto a quelli del resto d'Italia. Una quota sostanzialmente analoga (41%), però, non individua differenze di rilievo, e il 15% li ritiene peggiori.

È un quadro interlocutorio quello che sembra emergere da questi dati: se è vero che l'apprezzamento verso la classe imprenditoriale nordestina è piuttosto ampio, dall'altra parte sono tutt'altro che trascurabili anche le voci indifferenti o critiche. Eppure, questo era un territorio dalla forte vocazione al lavoro autonomo, in cui essere titolare di un'azienda era un'aspirazione diffusa che spesso si traduceva in opportunità concreta. Un fattore condiviso di identità, in qualche modo, e di orgoglio per l'intera area. Oggi, invece, questo sentimento sembra essersi rarefatto in una normalizzazione che non distingue più la classe imprenditoriale locale da quella nazionale.

I giudizi negativi, che bollano gli imprenditori del Nord Est come peggiori rispetto al resto d'Italia, tendono ad essere più presenti tra operai (25%), liberi professionisti (19%) e disoccupati (20%). Questi ultimi, inoltre, affiancano alla maggior presenza di giudizi negativi una visione che non scorge differenze particolari tra Nord Est e Italia (51%), mentre tra le casalinghe è proprio questa idea a imporsi in maniera più netta (55%). La visione degli studenti, invece, tiene insieme chi vede la classe imprenditoriale locale come uguale (50%) o migliore (47%) rispetto a quella nazionale, ma è tra i pensionati (49%) e, soprattutto, gli stessi imprenditori (60%) che i giudizi positivi sono maggiormente presenti.

Forse legata a questo senso di normalità della propria classe imprenditoriale, emerge la percezione di un progressivo ridimensionamento del peso economico del Nord Est in Italia, anche se l'opinione pubblica appare piuttosto divisa sul tema. Oggi, è il 35% dei nordestini a pensare che questo fattore sia aumentato, il 37% lo giudica invariato e il 25% lo ritiene diminuito. Il confronto con il 2009, però, sembra rinforzare l'idea della fine del "mito" del Nord Est produttivo. Dodici anni fa, la percezione che l'area avesse aumentato il proprio peso a livello economico in Italia arrivava al 46%, mentre oggi si ferma 11 punti percentuali più in basso. Ugualmente (-10 punti percentuali) si è ridimensionata anche la quota di chi ritiene che il Nord Est abbia perso rilevanza, scendendo dal 35% del 2009 all'attuale 25%. Ad essere cresciuta, più che triplicando il proprio valore, è la componente che vede immutato il peso dell'area: l'11% di dodici anni fa è attualmente arrivato al 37% (+26 punti percentuali).

Una percezione di stagnazione che richiama l'idea di un territorio ancora largamente inconsapevole della propria identità laburista. O che, forse, sta cambiando pelle: con tutte le incertezze del caso.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 1 e il 4 settembre 2021 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1000 persone (rifiuti/sostituzioni: 2118), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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