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LE MAPPE DI ILVO DIAMANTI

La geografia degli orientamenti culturali, sociali e politici degli italiani, tracciata dagli articoli di Ilvo Diamanti per La Repubblica.
PREOCCUPATI PER LA GUERRA GLI ITALIANI PREFERISCONO LA PACE AL CONDIZIONATORE
[La Repubblica, 14 aprile 2022]

Stiamo attraversando tempi scuri. Che rendono scuro il nostro futuro. Come il futuro dell'Europa. E del mondo. "Oscurato" dalla guerra che ha coinvolto e stravolto l'Ucraina. "Oscurando" la minaccia del Covid, tutt'altro che risolta. Ma l'invasione della Russia in Ucraina ha concentrato l'attenzione degli italiani, come mostra il sondaggio di Demos per l'Atlante Politico di Repubblica. Più di 9 cittadini su 10, infatti, si dicono preoccupati da questo drammatico evento. Pressoché tutti, com'era già emerso nell'indagine condotta un mese fa. D'altra parte, nulla è cambiato. La guerra continua, senza sosta. In modo drammatico. E noi assistiamo all'invasione russa e alla resistenza ucraina in diretta. Un giorno dopo l'altro. Minuto per minuto. Insieme alla preoccupazione, si confermano elevate la solidarietà con il popolo ucraino e la conseguente condanna dell'intervento russo. Ritenuto "grave e ingiustificato" da 3 italiani su 4. Anche se il 20% giustifica la Russia. E un 3% ne sostiene le ragioni. Una quota minoritaria, ma significativa. Più ampia fra gli elettori che si collocano agli "estremi". Di Destra e Sinistra.
Anche in questo caso, si tratta di orientamenti stabili, nel corso delle ultime settimane. E riproducono, probabilmente, convinzioni pre-giudiziali. Il consenso nei confronti dell'Ucraina è, comunque, pre-dominante. E si riflette nella disponibilità verso le misure delineate dal governo, in questa fase. Anche quando prevedono "costi" e disagi rilevanti, per i cittadini. Oltre 2 cittadini su 3, in particolare, si dichiarano d'accordo con Mario Draghi quando afferma che, per porre fine alla guerra in Ucraina, "gli italiani dovrebbero rinunciare ad alcuni consumi energetici, ad esempio il riscaldamento o l'aria condizionata". Naturalmente, si tratta di una disponibilità dichiarata, senza averne sperimentato gli effetti. Ma è, comunque, rappresentativa del clima d'opinione prevalente. Confermato dal consenso verso altri provvedimenti contro la Russia. Sanzioni economiche, rinuncia al gas, alle risorse energetiche di provenienza russa. Mentre il favore scende sensibilmente di fronte a iniziative che prevedano l'incremento di aiuti e spese militari.

Non c'è dubbio, comunque, che il "virus della guerra" abbia "contaminato" il sentimento degli italiani, facendo ri-emergere le incertezze, che segnano, da tempo, la società. Con l'esito, non del tutto prevedibile, di rendere più stabile il rapporto con la politica.

Il giudizio sul governo guidato da Mario Draghi, anzitutto, appare in lieve calo, nell'ultimo mese. Ma si conferma largamente maggioritario. Condiviso da 6 italiani su 10. Solo fra gli elettori dei Fratelli d'Italia (FdI), di Giorgia Meloni, scende sensibilmente, (fino al 43%). Non per caso, visto che si tratta dell'unica forza politica all'opposizione. Mentre il consenso sale notevolmente presso la base degli altri partiti. Fino a toccare il massimo tra gli elettori del PD. Quasi tutti (92%) dalla parte del governo.

L'equilibrio politico di questa fase, però, è confermato, in modo evidente, dagli orientamenti di voto. Che, nel sondaggio di Demos, appaiono stabili. Davanti a tutti si confermano il PD e i FdI. I partiti che interpretano governo e opposizione. Uno di fronte - e accanto - all'altro. Poco sopra il 20%. Mentre la Lega prosegue la sua discesa, da quasi un anno. Penalizzata, in questa fase, dalle polemiche nei confronti del leader, Matteo Salvini, per i passati rapporti con Putin. Un "legame" rimosso dall'interessato, ma enfatizzato dal sindaco polacco, che lo ha contestato, ai confini con l'Ucraina. Anche il M5S registra un calo, per quanto limitato. Tuttavia, entrambi i partiti sottolineano il cambiamento profondo, avvenuto nella legislatura che si va concludendo. Alle elezioni politiche deI 2018, infatti, il M5S aveva ottenuto quasi il 33% dei voti. Superato, alle elezioni Europee dell'anno seguente, dalla Lega (oltre il 34%). Entrambi i partiti, oggi, appaiono più che dimezzati. La Lega: poco sotto il 17%. E, soprattutto, il M5S: appena sopra al 14%. Così il PD è davanti a tutti. Perché tutti lo hanno superato. A ritroso.

Le altre forze politiche si collocano sotto il 10%. In primo luogo, FI, il "partito personale" di Silvio Berlusconi. Che risale poco sopra l'8%. A conferma che l'amicizia con Putin non penalizza tutti allo stesso modo. Tuttavia, FI e Berlusconi, ormai da tempo, hanno un ruolo diverso dal passato. Non più di guida, ma di "mediazione". Nel Centro-Destra. Infine, dietro, gli altri partiti si muovono fra il 2 e il 4%. Ma ciò non li condanna alla marginalità. Come ha di-mostrato Matteo Renzi. Che ha causato la crisi del governo Conte (2). E favorito l'avvio del governo guidato da Draghi. Nonostante il suo "partito personale", Italia Viva resti ancorato intorno al 2%. Perché in un quadro frammentato e mobile "nessuno è escluso". Nella penombra politica, tutti possono contare.

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