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OSSERVATORIO SUL NORD EST - LE VACANZE 2022 DEL NORD EST

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
VACANZE ESTIVE PER 4 SU 10. SETTE GIORNI, TUTTI AL MARE
[di Natascia Porcellato]

"Esistono vacanze più profonde che il prendere congedo dal proprio sé?", si chiede la scrittrice belga Amélie Nothomb. E partire, in qualche modo, è proprio salutare il proprio modo di essere quotidiano: abbandonare la routine, mettere in pausa gli impegni, andare verso un tempo sospeso. Quanti si concedono questo "tempo sospeso"? L'Osservatorio sul Nord Est di oggi si occupa dei vacanzieri 2022 di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento: è il 43% degli intervistati da Demos ad aver programmato delle ferie quest'estate.

Com'è cambiata nel corso del tempo la tradizione delle partenze estive? Nel 2001, i vacanzieri si attestavano al 45%; sei anni più tardi, alle soglie della crisi economico-finanziaria che scoppierà nel 2008, la quota diminuisce (40%). È mentre gli effetti della crisi si dispiegano pienamente, nel 2014, che si raggiunge la quota minima di nordestini che si concedono una vacanza estiva (32%). Quattro anni dopo, il rimbalzo: poco meno di uno su due (48%) ha passato almeno qualche giorno di vacanza fuori casa nel 2018, mentre oggi la percentuale scende di 5 punti percentuali e si ferma al 43%.

Chi parte? Dal punto di vista anagrafico, la propensione a andare in ferie appare inversamente proporzionale all'età: tra i più giovani, è il 73% a dichiarare che farà un periodo di riposo fuori casa; la percentuale scende, ma si mantiene superiore al 50%, tra coloro che hanno tra i 25 e i 44 anni (52-55%), mentre si attesta intorno al 47-49% tra gli adulti tra i 45 e i 64 anni. È tra gli over-65, infatti, che osserviamo la minore disposizione alle vacanze estive: tra di loro, la percentuale si ferma al 17%.

Consideriamo, ora, il livello di istruzione: ad andare in ferie è soprattutto chi è in possesso di un diploma o una laurea (61%), mentre chi ha conseguito la licenza media (37%) e, in misura ancora più marcata, quanti si sono fermati a quella elementare (6%) mostrano meno propensione alle partenze estive.

Vediamo, infine, la categoria socioprofessionale. Sono in misura maggiore liberi professionisti (56%) e impiegati (67%), imprenditori e lavoratori autonomi (64%) a mostrare una maggiore intenzione di passare almeno qualche giorno fuori casa, anche se la quota più ampia di vacanzieri è rintracciabile tra gli studenti (79%). Intorno alla media dell'area, invece, si collocano gli operai (40%), mentre al di sotto di questa soglia ritroviamo disoccupati (33%), casalinghe (28%) e pensionati (19%).
Ma quanto durano le vacanze? Metà dei vacanzieri starà via al massimo una settimana, mentre l'altra metà supererà questa soglia. Il cambio di consuetudine, in questo caso, è netto: nel 2001, la quota di chi si concedeva non più di sette giorni di vacanze estive era meno della metà (31%) rispetto a chi li superava (69%).
Partire, dunque: ma per andare dove? Il mare (65%) resta la meta prediletta, seguita da montagna (18%) e città d'arte (11%).

Ma che sia sdraiati in riva al mare, passeggiando in montagna o scoprendo città nuove: questo "congedo da sé" è tra i più necessari per "tornare in sé". A chi può, quindi: buona partenza. E buon rientro.




NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 5 e l'8 luglio 2022 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1009 persone (rifiuti/sostituzioni: 3728), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 2,82% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Sara Garbin ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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