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OSSERVATORIO SUL NORD EST - LA SCUOLA SENZA RISORSE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
LA SCUOLA? SENZA RISORSE E SCOLLEGATA DAL LAVORO
[di Natascia Porcellato]

Da un paio di giorni, per gli studenti di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento è tornata a suonare la campanella, ma rispetto agli ultimi anni questo inizio è sembrato del tutto diverso. Secondo le ultime indicazioni del Ministero dell'Istruzione, infatti, "la normativa speciale per il contesto scolastico legata al virus SARS-CoV-2 (...) cessa i propri effetti con la conclusione dell'anno scolastico 2021/2022": al via, dunque, finalmente, un anno scolastico senza mascherine e senza gli spettri di DAD e presenza intermittente.

La fine di queste misure appare senza ombra di dubbio un tassello tanto atteso quanto fondamentale nello sforzo di andare oltre l'emergenza innescata nel febbraio del 2020 dalla pandemia da Coronavirus. Ma quali sono i problemi della scuola che rimangono sul tavolo? Secondo gli intervistati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, i principali sono quattro: da una parte, si punta il dito verso la mancanza di risorse per la didattica (20%), dall'altra c'è chi guarda allo scarso collegamento con il mondo del lavoro (19%); poco lontano, si collocano l'inadeguatezza dei programmi (18%) e il tema della qualità degli insegnanti (17%). Meno pressanti, infine, sembrano essere le tematiche legate alla mancanza di sostegni economici per le famiglie (9%) e quelle relative alla violenza negli istituti (8%).

Come sono cambiate nel corso del tempo le priorità? E come si caratterizzano in base ai settori socioprofessionali? Vediamo le prime quattro indicazioni, che insieme rappresentano il 74% delle risposte.

La mancanza di fondi per la didattica è un tradizionale nervo scoperto per l'opinione pubblica nordestina, ma rispetto al 2014, quando era il 31% a individuarlo come problema, l'attuale 20% riporta la preoccupazione a valori simili a quelli del 2005. Questa tematica sembra essere particolarmente cara a tecnici, impiegati e funzionari: tra di loro, il valore raggiunge il 28%.

Sostanzialmente stabile sembra essere il problema del (basso) collegamento con il mondo del lavoro: oggi come in passato, coinvolge circa un nordestino su cinque, ma tra operai, liberi professionisti (entrambi 26%) e studenti (25%) osserviamo una preoccupazione più spiccata.

Ad essere aumentata, e in maniera piuttosto drastica, è la questione dell'inadeguatezza dei programmi. Oggi, è il 18% a indicarlo come problema urgente della scuola italiana: la crescita è di 11 punti percentuali rispetto al 2014, mentre guardando al 2005 il saldo positivo raggiunge quota +8. Il tema sembra essere particolarmente caro a imprenditori e lavoratori autonomi (26%), ma i valori più consistenti sono rintracciabili tra gli studenti (38%) e i disoccupati (35%).
Infine, la scarsa qualità degli insegnanti: indicata dal 17% dei nordestini, rispetto al 2014 sembra esserci un aumento della tensione (+3 punti percentuali) che riporta il valore non lontano da quello osservato nel 2005 (18%). Il tema della qualità del corpo docente viene indicato in misura maggiore dai liberi professionisti (30%), insieme agli imprenditori e ai lavoratori autonomi (26%).


NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 5 e l'8 luglio 2022 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1009 persone (rifiuti/sostituzioni: 3728), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 2,82% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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