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OSSERVATORIO SUL NORD EST - NORD EST: ENTRAMBI I GENITORI DEVONO PRENDERSI CURA DEI FIGLI

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
MAMMA E PAPÀ PARI SONO NEL PRENDERSI CURA DEI FIGLI
[di Natascia Porcellato]

"I padri sono capaci quanto le madri di prendersi cura dei figli piccoli"? Sì, secondo i dati analizzati da Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino: complessivamente, è il 72% dei nordestini ad essere moltissimo (23%) o molto (49%) d'accordo con questa idea.

L'adesione, oltre che molto ampia, è anche piuttosto trasversale: uomini (71%) e donne (73%), per esempio, appaiono sostanzialmente concordi. Se guardiamo all'età, invece, vediamo che il maggiore consenso è rintracciabile tra giovani (83%) e quanti hanno tra i 35 e i 44 anni (78%); si attesta al 73% tra i 25-34enni e le persone di età centrale; si colloca al 68% tra gli over-55. E il livello di istruzione? Questa idea sembra condivisa in misura maggiore da chi ha conseguito un diploma o una laurea (76%), mentre intorno alla media dell'area si collocano quanti sono in possesso della licenza media (69%) o elementare (72%). Alcuni tratti interessanti emergono anche dall'analisi socioprofessionale. L'idea che entrambi i genitori possano parimenti occuparsi dei figli piccoli raccoglie intorno alla media un folto gruppo di categorie: qui ritroviamo operai (75%) e studenti (72%), con pensionati, imprenditori e liberi professionisti (tutti intorno al 70%). Si distinguono per un'adesione maggiore disoccupati (82%) e impiegati (76%), mentre più distaccate sembrano essere le casalinghe (67%).

Tutto a posto, dunque? Parità raggiunta? Non proprio. Infatti, se è vero che ai padri è riconosciuta una capacità di cura pari a quella delle madri, quando si incrocia il bivio lavoro-congedo genitoriale, riemergono stereotipi radicati. Così, l'accordo con l'idea che "Se una coppia ha dei figli piccoli, è sempre meglio che la madre resti a casa a prendersi cura di loro e il padre lavori" raccoglie l'adesione di oltre un nordestino su tre (34%).

In questo caso, inoltre, le caratterizzazioni sociali si fanno più marcate. Dal punto di vista anagrafico, sono under-25 (19%) e persone adulte (45-64 anni, 23-28%) a prendere maggiormente le distanze da questa visione, mentre intorno alla media dell'area si fermano i 25-34enni (34%). L'adesione più ampia (e maggioritaria) verso questa affermazione proviene dagli anziani (52%). Guardando al titolo di studio, invece, osserviamo che il consenso si fa più esteso tra quanti sono in possesso della licenza elementare (61%), scende tra chi ha conseguito quella media (35%) e tocca il valore più basso (24%) tra quanti contano su una laurea o un diploma.

Professionalmente, poi, emergono ulteriori indicazioni: operai (30%) e liberi professionisti (15%), insieme a studenti e impiegati (entrambi 20%) sembrano essere i settori meno propensi a condividere questa opinione, anche se il valore più basso è rintracciabile tra i disoccupati (9%). Al contrario, l'adesione più ampia proviene da pensionati e lavoratori autonomi (entrambi 46%), insieme alle casalinghe (50%). Ed è quest'ultimo dato, insieme al maggiore consenso registrato tra le donne (37%) rispetto agli uomini (31%), a suggerire che le prime a dover rompere gli schemi siano proprio le loro: che siano madri, oppure no. E che sia l'8 marzo, oppure no.



NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 24 e il 27 gennaio 2023 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1003 persone (rifiuti/sostituzioni: 3572), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,09% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all'unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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