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OSSERVATORIO SUL NORD EST - FOCUS SULLO STRESS

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
CALA LO STRESS, COLPITO UNO SU 4, MA GLI UNDER 15 SONO TRAVOLTI
[di Natascia Porcellato]

Nel linguaggio medico, lo stress è la risposta funzionale con cui l’organismo reagisce a uno stimolo (stressor) di qualsiasi natura. La definizione entrata pienamente nell’uso corrente, però, fa riferimento soprattutto alla tensione nervosa, al logorio e all’affaticamento psicofisico degli individui. In questa accezione, secondo i dati analizzati da Demos per Il Gazzettino, in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Trento lo stress appare in calo, in generale: oggi, infatti, è un intervistato su quattro (25%) a dichiararsi frequentemente stressato nella vita di tutti i giorni. Se guardiamo alla serie storica dell’Osservatorio sul Nord Est, però, possiamo vedere che, rispetto ai valori registrati tra il 2007 e il 2008, quando la medesima condizione raggiungeva il 38-39%, il calo supera i 10 punti percentuali.

Quali categorie appaiono maggiormente sensibili allo stress oggi? Dal punto di vista anagrafico, questa condizione sembra caratterizzare soprattutto le persone più giovani. Lo stress, infatti, tende a farsi più insistente tra quanti hanno tra i 25 e i 44 anni (30-35%), anche se è tra i giovani con meno di 25 anni che la quota tocca il suo massimo, superando nettamente la maggioranza assoluta (62%). Intorno alla media dell’area, invece, si collocano le persone di età centrale (45-54 anni, 26%), mentre è tra adulti (55-64 anni, 18%) e anziani con oltre 65 anni (11%) che possiamo osservare i tassi più contenuti.

Se guadiamo alla professione, poi, osserviamo come le categorie meno intaccate dallo stress sembrano essere quelle dei pensionati (11%) e delle casalinghe (21%), mentre intorno alla media dell’area si attestano gli operai (25%), insieme a impiegati, tecnici e funzionari (28%). Una maggiore sensibilità, invece, sembra essere presente tra imprenditori e lavoratori autonomi (38%), liberi professionisti (43%) e disoccupati (34%), anche se è tra gli studenti che il tasso di stress sale fino a superare la soglia della maggioranza assoluta (58%).

E se aggiungiamo alla condizione socioprofessionale quella di genere? In linea generale, lo stress sembra colpire maggiormente le donne (32%), piuttosto che gli uomini (18%), e questa distanza tra i sessi sembra riproporsi, talvolta enfatizzata, in ogni condizione. Lo stress dei lavoratori (23%), infatti, appare più basso di dodici punti percentuali rispetto a quello delle lavoratrici (35%), e una distanza molto simile separa pure i disoccupati (28%) dalle disoccupate (39%). Anche il pensionamento non sembra avvicinare uomini e donne: al contrario, se tra i pensionati il tasso di stress si ferma al 4%, tra le pensionate arriva al 21%. Le distanze maggiori, però, le possiamo osservare tra chi è ancora impegnato nello studio, a scuola o all’università: tra le studentesse, infatti, il tasso di stress (73%) appare più che doppio rispetto a quello rilevato tra i compagni di banco (36%).

Nel Nord Est, dunque, lo stress appare una condizione che caratterizza innanzitutto i giovani e le donne: un fattore di cui tenere conto nell’ottica dello sviluppo e della crescita futura del territorio.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 18 e il 22 marzo 2024 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.000 persone (rifiuti/sostituzioni: 3.553), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,10% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it

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