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Nord Est preoccupato per eventuale attacco nucleare (17 dicembre 2025)
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Cresce a Nord Est il consenso verso la pena di morte (10 dicembre 2025)
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Veneto: l'agenda dei problemi prioritari per il nuovo governatore (3 dicembre 2025)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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I veneti e l'informazione (18 dicembre 2009)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - CRESCE A NORD EST IL CONSENSO VERSO LA PENA DI MORTE
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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PENA DI MORTE PER REATI GRAVI. CRESCE IL CONSENSO: È AL 42% [di Natascia Porcellato]
Ieri, in Florida, Mark A. Geralds è stato giustiziato con un’iniezione letale. Oggi, in Ohio, con lo stesso metodo avrebbe dovuto tenersi l’esecuzione di Kareem M. Jackson, ma il Governatore ha rinviato l’esecuzione al 2028 per problematiche relative al reperimento dei farmaci. Domani, in Tennessee, dovrebbe essere il turno di Harold W. Nichols, sempre tramite iniezione letale, salvo sospensioni derivanti dai ricorsi presentati dai legali dell’imputato. Secondo il Death Penalty Information Center (DPIC), nel corso di quest’anno negli Stati Uniti sono state eseguite 45 condanne a morte: aggiungendo quella di domani, il totale sale a 46, portandosi su valori che non si vedevano dai primi anni 2000.
In Italia, il dibattito sulla reintroduzione della condanna capitale è sempre attuale. Ma qual è il sentimento dell’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento su questo tema? Per comprenderlo, abbiamo chiesto il grado di accordo con l’affermazione “per i crimini più gravi ci vorrebbe la pena di morte”, e secondo le analisi di Demos per Il Gazzettino oltre quattro nordestini su dieci (42%) sono moltissimo o molto d’accordo.
Guardando alla serie storica di cui dispone l’Osservatorio sul Nord Est, inoltre, vediamo come questo sia il livello di adesione più alto da quando l’indicatore è stato introdotto per la prima volta. Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, l’idea di re-introdurre la pena di morte per i reati più gravi si attesta tra il 32 e il 34%, ma già tra il 2007 e il 2015 il consenso tende a scendere, fermandosi intorno al 27-28%. Nel 2019, però, registriamo una ripresa dei consensi (36%), valore confermato anche nel 2022, mentre oggi il consenso raggiunge il valore record del 42%. Rispetto al 1997, l’incremento è di 10 punti percentuali, mentre se consideriamo il livello più basso, quello del 2007, il saldo positivo raggiunge quota +15.
Come cambiano gli orientamenti nei diversi settori sociali? Dal punto di vista anagrafico, il consenso verso l’introduzione della pena di morte tende a crescere tra le persone di età centrale (35-44 anni, 49%), ma è tra quanti hanno tra i 45 e i 54 anni che l’adesione supera (abbondantemente, 62%) la maggioranza assoluta. Intorno alla media dell’area, invece, si fermano gli adulti (41%) e i giovani tra i 25 e i 34 anni (43%), mentre under-25 e over-65 sono i settori meno propensi a dare il proprio benestare (rispettivamente, 24 e 25%).
Consideriamo poi il fattore religioso: qui osserviamo come l’idea di prevedere la pena capitale per i reati più gravi si attesti al 40% tra i non praticanti, raggiunga il 48% tra coloro che si recano saltuariamente in Chiesa e si fermi al 27% tra coloro che frequentano assiduamente la Messa.
Infine, consideriamo l’influenza della politica. L’idea che la pena di morte debba tornare a far parte del Codice penale italiano appare maggioritaria tra gli elettori di Lega (64%) e FdI (54%), mentre quanti appaiono incerti o reticenti (40%) si fermano intorno alla media dell’area. Al di sotto di questa soglia, invece, troviamo i sostenitori del M5s (36%) e del Pd (11%), insieme a quanti guardano a Forza Italia o ai partiti minori (entrambi 31%).
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 3 e il 5 settembre 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.077 persone (rifiuti: 3.705; sostituzioni: 20.312), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Francesco Tomaselli hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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