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OSSERVATORIO SUL NORD EST - IL RICORSO ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE? È UNA SCELTA PER GIOVANI
[di Natascia Porcellato]

“Quando devo prendere una decisione importante, di solito consulto uno strumento di Intelligenza Artificiale”: con questa affermazione si dichiara molto (8%) o moltissimo (2%) d’accordo il 10% degli intervistati. Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est, infatti, la stragrande maggioranza al momento mostra un certo distacco da questa idea, interpellando poco (29%) o per niente (61%) l’Intelligenza Artificiale in occasione di scelte cruciali. Fine della storia? Non proprio.

Perché quel 10%, guardato con un minimo di prospettiva, appare tutt’altro che trascurabile. La tecnologia di cui stiamo parlando, infatti, è entrata nella vita quotidiana solo negli ultimissimi anni, e l’utenza che l’ha approcciata potrebbe essere ancora piuttosto limitata. Da questo punto di vista, l’idea che una persona su dieci dichiari già oggi di affidarsi all’IA per scelte importanti appare piuttosto significativo. Viene da aggiungere, poi, che per un territorio come quello nordestino -storicamente pragmatico e poco incline agli entusiasmi facili- il fatto che il 10% abbia già integrato l’algoritmo nel proprio processo decisionale può essere il segnale non tanto di una moda passeggera, ma di una vera e propria trasformazione culturale ai suoi primissimi albori. Il dato infatti diventa ancora più interessante quando si guarda a chi compone quel 10%. Tra i giovanissimi la quota sale al 37%: più di uno su tre considera l’Intelligenza Artificiale un interlocutore rilevante quando deve decidere. Nella fascia 25-34 anni, poi, il valore raggiunge il 18%, comunque ben al di sopra della media. Non è difficile leggere in questi numeri un’indicazione di direzione: le generazioni che stanno entrando stabilmente nel mondo del lavoro e della cittadinanza adulta stanno sperimentando forme nuove di supporto alle decisioni.

Ma andiamo per ordine e vediamo cosa emerge dall’analisi per settore in modo da arricchire questa prima impressione di ulteriori suggestioni. Se consideriamo la classe d’età, vediamo che i meno inclini a coinvolgere l’Intelligenza Artificiale nelle proprie decisioni importanti sono i più anziani (2%), mentre tra quanti hanno tra i 35 e i 64 anni i valori oscillano intorno alla media dell’area (8-12%). Come già detto, è tra i più giovani che la quota tende a salire in maniera significativa raggiungendo il 18% tra quanti hanno tra i 25 e i 34 anni e ben il 37% tra gli under-25.

Anche il livello di istruzione sembra contare: tra diplomati e laureati il dato si attesta intorno al 14%, mentre tra chi ha conseguito la licenza media il valore non va oltre il 5%.

L’analisi per categoria socioprofessionale, infine, sembra confortare quanto osservato finora. Il ricorso all’Intelligenza Artificiale, infatti, appare più frequente tra gli studenti (31%), insieme a impiegati e funzionari (16%). Intorno al valore medio, invece, si fermano liberi professionisti e casalinghe (entrambi 11%), insieme ai disoccupati (10%), mentre più distaccati rimangono pensionati (1%), operai e lavoratori autonomi (entrambi 6%).

Alla fine, però, sia chi lo fa che chi non si avvicina, dovrebbe considerare che, se la tecnologia può illuminare le opzioni, solo l’uomo può accendere il significato. E fare la scelta.



NOTA INFORMATIVA

L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio.
I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra.
L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.

Documento completo su www.agcom.it
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