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SOCIETÀ E POLITICA IN ITALIA - RIFORMA DELLA SCUOLA: L'ITALIA SI MOBILITA

Istantanee sull'opinione pubblica, scattate dai sondaggi periodici di Demos & Pi. Messe una vicino all'altra, consentono di ricostruire il film sulle trasformazioni del paesaggio sociale e politico dell'Italia.
SORPRESA: LA SCUOLA PUBBLICA PIACE ANCORA
[di Ilvo Diamanti]


RIFORMA DELLA SCUOLA: L'ITALIA SI MOBILITA
[di Fabio Bordignon]

C'è un filo rosso che unisce studenti, famiglie e insegnanti, che tiene insieme l'aula e la piazza. E' un fronte compatto, quello rilevato dal sondaggio Demos per La Repubblica, formato innanzitutto da chi "vive" quotidianamente la scuola, e si sente in dovere di difenderla. L'istruzione pubblica è un bene provvisto ancora di ampia considerazione, in Italia. Per questo motivo, il tema mantiene un potenziale di mobilitazione elevatissimo, e al nucleo delle persone che scelgono di attivarsi, in prima persona, si affianca una base sociale molto ampia.
La protesta va tollerata, secondo gli italiani, anche quando assume le forme più radicali. Per rendersene conto, basta analizzare i giudizi sull'occupazione delle università. Solo una persona su quattro approva l'utilizzo della polizia, ventilato in questi giorni, mentre una componente analoga e speculare lo ritiene giusto: nel mezzo, quasi la metà della popolazione, che, pur ritenendo "sbagliato" occupare, opta comunque per la linea morbida. Del resto, sul tema della scuola e sugli interventi di cui si dibatte in queste settimane, il dissenso coinvolge una frazione molto elevata della popolazione. Il 47% degli intervistati è contrario al pacchetto proposto dal ministro Gelmini. Nonostante l'approvazione verso alcuni singoli interventi. Con una motivazione che sopravanza tutte le altre: la convinzione, diffusa, che il progetto sia orientato esclusivamente da ragioni "di bilancio", dalla volontà di "fare cassa", sottraendo risorse agli istituti statali. In un mondo, come quello dell'istruzione pubblica, dove la mancanza di fondi viene indicata (non da oggi) come prima emergenza.
Questo clima d'opinione, oltre ad avere un significato inevitabilmente politico - gli accenti più critici riguardano, non a caso, gli elettori dell'opposizione -, vede in prima fila proprio i "protagonisti" della scuola: studenti e insegnanti. Ma attorno ad essi si saldano le rispettive famiglie, formando un fronte di opposizione molto ampio. A prendere parte attiva nelle manifestazioni di protesta è una componente limitata della popolazione generale: il 6%, che però raggiunge il 22% fra i 15 e i 24 anni. Ma, se a questa "minoranza attiva" aggiungiamo l'"opposizione latente" - il movimento d'opinione che non si traduce in una effettiva discesa in campo -, il sostegno alla mobilitazione studentesca assume proporzioni maggioritarie. Quasi il 50% degli intervistati, infatti, pur non partecipando direttamente a scioperi, cortei, assemblee e occupazioni, è solidale con i manifestanti. Fra questi, è molto significativo il peso di chi è coinvolto dal sistema scolastico, anche solo attraverso i proprio familiari.
NOTA METODOLOGICA

Il sondaggio è stato realizzata da Demos & Pi ed è curato da Ilvo Diamanti, insieme a Fabio Bordignon e Natascia Porcellato. La rilevazione è stata condotta, nei giorni 21-23 ottobre 2008, da Demetra (metodo CATI – supervisione di Giovanni Pace). Il campione, di 1024 persone, è rappresentativo per i caratteri socio-demografici e la distribuzione territoriale della popolazione italiana di età superiore ai 15 anni.
Riferimenti per le serie storiche: Marzo 2004, sondaggio Demos-Eurisko per la Repubblica (base: 1051 casi); Settembre 2007, Sondaggio Demos & Pi per Coop (base: 1300 casi)
Pubblicato su La Repubblica, 27.10.2008.
Il documento completo su www.agcom.it.
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